13 Aprile 2021

Infelici nella città bella e orrenda

Infelici nella città bella e orrenda Tempo di lettura: < 1 minute

Il blog Il Secondo Mestiere si propone di commentare gli avvenimenti odierni ricorrendo ai poeti del passato che esercitavano, appunto come secondo mestiere, quello dei giornalisti. Altri tempi, altra la statura intellettuale della cultura italiana, oggi azzerata.

Proponiamo in questa sede l’articolo scritto da Natalia Ginzburg per il Corriere della sera nel 1973 intitolato Infelici nella città bella e orrenda, nel quale la scrittrice racconta la sua passeggiata nella città deserta. C’era la crisi petrolifera, allora, e l’austerity, da cui il ricorso, sporadico, al blocco della circolazione automobilistica.

Una visione straordinariamente simile alle  situazione attuale, la spettrale realtà delle città deserte e silenziose della nuova era pandemica.

“…la gioia di camminare in una città senza automobili, non riuscivo a sentirla come una cosa giusta e innocente…mi sono accorta che il benessere di camminare in una città senza traffico, era un benessere soltanto fisico. Non generava né tranquillità, né pace…”

“In questo senso, l’assenza delle automobili domenica scorsa, nostra prima domenica di austerità, ci è sembrata al termine della giornata salutare e corroborante. Il nostro benessere era unicamente fisico, e noi non ci sentivamo affatto più felici per l’assenza delle automobili, ma ancora più insicuri, spaventati e infelici”…

Ma invitiamo i nostri lettori a leggere l’integrale dell’articolo (cliccare qui). Data la deprimente qualità della cultura attuale, attingere a certe fonti è di corroborante conforto.