5 Settembre 2014

Ucraina: a un passo della pace bombe a frammentazione sulle città dei filorussi

Ucraina:  a un passo della pace bombe a frammentazione sulle città dei filorussi Tempo di lettura: 2 minuti

«Si muore così, a un incrocio di Donetsk, con la pace dietro l’angolo ma le bombe ancora sulla testa. Un’auto in fiamme, palazzi distrutti, un lenzuolo sul corpo di una donna. Il copione si ripete identico, come il 26 agosto dopo la stretta di mano decisiva tra Putin e Poroschenko a Minsk: l’annuncio di una svolta nei negoziati si traduce sui campi di battaglia in uno sforzo in più per spostare l’asticella a proprio vantaggio, per conquistare ettari di vite umane prima che il vero accordo di pace – se mai arriverà – fotografi lo status quo, surgelando la linea del fronte. Si combatte ancora nella povera Lugansk, devastata dal lungo assedio […] e si combatte duramente attorno a Donesk». Inizia così un articolo del Corriere della Sera del 5 settembre di Paolo Brera (titolo: A Donesk si continua a combattere ndr.), che prosegue scrivendo della tensione che si vive attorno a Mariupol, dove si è asserragliato l’esercito di Kiev, Quel che non è esplicitato nell’articolo è che Donesk e Lugansk sono in mano ai ribelli e che se si combatte è perché Kiev ha attaccato nonostante ieri Poroschenko, come scrive il cronista, abbia annunciato che oggi avrebbe firmato il cessate il fuoco. Evidentemente non tutti nel suo governo e tra i militari la pensano come lui.

Anche la Reuters ha parlato degli attacchi di ieri (e probabilmente la nota d’agenzia è stata consultata dal cronista del Corriere dato il particolare della donna coperta dal lenzuolo, identico nelle due brevi cronache). Ma la Reuters è più dettagliata nelle descrizioni: vi si legge di «enormi buchi in edifici residenziali […] Un corrispondente Reuters ha visto pozze di sangue tra i detriti di condomini danneggiati nella parte settentrionale della città. Almeno cinque edifici erano stati colpiti, tra cui una chiesa, e le finestre erano state spente. Le pareti erano state mitragliate da proiettili a frammentazione (shraprnel)». Questi ultimi sono ordigni che esplodendo rilasciano appunto proiettili all’intorno; bombe anti-uomo che usate contro centri abitati dà il segno del tasso criminale di chi le usa.