7 Settembre 2013

Perché gli Usa frenano sulle indagini degli ispettori Onu in Siria?

Perché gli Usa frenano sulle indagini degli ispettori Onu in Siria? Tempo di lettura: 2 minuti

Lo scorso 27 agosto su ipsnews.net è apparsa un’interessante analisi del giornalista Gareth Porter (titolo: Nella fretta di colpire la Siria, gli Stati Uniti cercano di far deragliare le indagini Onu) su quanto è avvenuto durante la missione degli ispettori Onu in Siria a ridosso del presunto attacco chimico del 21 agosto scorso.

In sostanza, proprio nelle ore in cui il governo siriano dava ai commissari delle Nazioni Unite il pieno via libera ad accedere alla zona in cui sarebbe avvenuto il presunto attacco con il gas sarin, l’amministrazione Obama frenava.

La notizia è stata riportata del Wall Street Journal, che ha pubblicato il contenuto di una telefonata di un anonimo «funzionario Usa» a Ban Ki Moon. Il funzionario dell’amministrazione Obama avrebbe detto al segretario generale dell’Onu che «non era più sicuro per gli ispettori restare in Siria e che la loro missione era senza scopo». Affermazioni, queste, che hanno incontrato l’inflessibilità di Moon, il quale ha ordinato agli ispettori Onu di continuare il proprio lavoro. Nella sua inchiesta, Gareth svela che in realtà quel funzionario anonimo era il capo del Dipartimento di Stato Usa John Kerry.

Gareth ripercorre anche i vari tentativi di membri dell’amministrazione Usa di screditare le indagini condotte dal team di ispettori Onu: è Marie Half, portavoce del Dipartimento di Stato, a spiegare ai giornalisti: «Crediamo che sia passato troppo tempo e ci siano state troppe distruzioni dell’area perché si possa trattare di un’indagine credibile […]. Non abbiamo a questo punto la certezza che le Nazioni Unite possano condurre un’inchiesta credibile in ciò che è accaduto». Riecheggiando altri passaggi della telefonata intercorsa tra l”‘anonimo funzionario Usa” e Ban Ki Moon riportata sul Wall Street Journal.

In realtà, tutti gli esperti di armi chimiche consultati da Gareth spiegano che quanto affermato dai “funzionari” Usa non è vero, dal momento che il gas sarin è rilevabile anche diversi mesi dopo il suo utilizzo. E con indagini e analisi che non richiedono eccessivo tempo. 

Conclude il giornalista: «La vera causa dell’ostilità dell’amministrazione Obama nei confronti delle indagini Onu sembra essere dettata dalla paura che la decisione del governo siriano di autorizzare l’accesso del team Onu all’area stia a significare che esso sappia che gli investigatori dell’Onu non troveranno prove di un attacco di gas nervino. Gli sforzi dell’amministrazione per screditare le indagini richiamano il rifiuto dell’amministrazione Bush delle conclusioni degli ispettori Onu nel 2002 e 2003, quando questi non trovarono alcuna prova di armi chimiche o di distruzione di massa in Iraq e il rifiuto dell’amministrazione di dare agli ispettori più tempo per escludere totalmente l’esistenza di un programma riguardante armi di distruzione di massa.

In entrambi i casi, l’amministrazione aveva deciso di andare in guerra e non voleva alcuna informazione che potesse contraddire questa linea politica».