2 Luglio 2014

L'omicidio di Gheddafi e i segreti di Sarkozy

L'omicidio di Gheddafi e i segreti di Sarkozy Tempo di lettura: 2 minuti

La vicenda giudiziaria di Nicolas Sarkozy, in stato di fermo per ostacolo alla giustizia, si intreccia con quella del premier libico Muammar Gheddafi. I magistrati francesi, infatti, iniziarono la loro inchiesta indagando su un finanziamento illecito che Sarkozy avrebbe percepito da Gheddafi, cinquanta milioni di euro. La somma sarebbe servita a Sarkozy per salire all’Eliseo dove manterrà rapporti di buon vicinato con il Colonnello. Tra i due c’era un certo feeling all’inizio, ma tutto cambia nel 2011: la primavera araba aveva iniziato a soffiare anche in terra libica, portando venti di ribellione. Dopo una prima fiammata, nel marzo il regime sembrava sul punto di chiudere la partita. È allora, il 19 marzo per l’esattezza, che l’Occidente entra in guerra e abbatte il regime. A trascinare la Nato in questa tragica avventura fu proprio Sarkozy. Anche allora dalla Libia erano filtrate indiscrezioni su questi finanziamenti segreti, a rivelarli Saif al Islam, uno dei figli di Gheddafi (ancora in vita a differenza di altri).

C’è chi pensa che l’omicidio di Gheddafi fu deciso proprio per mettere a tacere il Colonnello sull’incresciosa vicenda. Una leggenda nata nel web probabilmente. Certo è che l’esecuzione del leader libico presenta particolari ancora oscuri. Braccato per tutta la Libia dall’intelligence Nato, Gheddafi viene intercettato il 20 ottobre: la colonna di automezzi sulla quale viaggia viene attaccata da due Rafale francesi e da un colonna di miliziani. Quel se segue viene raccontato da Fausto Biloslavo sul Giornale del 2 luglio: «”L’impressione è che dopo il primo gruppo di insorti che catturarono Gheddafi vivo sia arrivato un secondo, che sapesse esattamente cosa fare e avesse ordini precisi di eliminare i prigionieri” ha spiegato una fonte riservata de il Giornale allora impegnata nel conflitto. Una parte dei rivoluzionari voleva portare Gheddafi a Misurata, come testimoniano le urla nei video registrati dai telefonini.

Poi qualcuno del secondo gruppo, con l’ordine di uccidere, dev’essersi avvicinato al colonnello sanguinante, ma vivo, per il colpo di grazia in mezzo alla confusione. Mesi dopo, Mahmoud Jibril, che è stato primo ministro ad interim, dopo la caduta del regime, confermava alla tv egiziana: “Un agente straniero mescolato ai rivoluzionari ha ucciso Gheddafi”».

(Titolo dell’articolo: Il segreto da nascondere: l’omicidio di Gheddafi).