5 Settembre 2022

Le regole US-Nato e quelle dei cosiddetti regimi dittatoriali

PEARL HARBOR (May 1, 2017) Commander, U.S. Pacific Command Adm. Harry B. Harris Jr. speaks to Sailors and Marines during an all hands call aboard the amphibious assault ship USS Makin Island (LHD 8). (U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 1st Class Larry S. Carlson) Tempo di lettura: 3 minuti

In genere non pubblichiamo le missive che arrivano al sito, ma per quella che segue facciamo un’eccezione che conferma la regola, per l’intelligenza che sottende e perché cita un articolo del sito Responsible Statecraft che ha attirato la nostra attenzione. Certe sintonie, quando avvengono, vanno assecondate. Ringrazio il lettore che l’ha inviata e i lettori che la vorranno leggere.

Leggo e apprezzo la lettura dei Suoi articoli .  Le allego una riflessione personale . E’ il mio modo di mostrarle solidarietà, insieme a qualche contributo economico, quando posso.

Saluti.

Ero un lettore di Repubblica, che acquistavo regolarmente in versione cartacea . I vari cambi di editore\direzione mi hanno convinto che l’era Scalfari è passata . E non ritornerà più .

Non compro più un quotidiano, né una rivista : né cartacea né on-line.

Da un paio di anni mi dedico alla informazione internazionale, facendo zapping fra le varie testate on-line: quelle con accesso gratuito . Faccio zapping anche con le testate giornalistiche italiane, ma con la precisa sensazione di rovistare nel cassonetto dell’indifferenziata: forse trovi qualcosa di interessante .

Naturalmente seguo le vicende della guerra Russia – (Ucraina) occidente .

Da quanto si legge su quasi tutti i media internazionali, sembrerebbe attiva una lotta mondiale per la DEMOCRAZIA . Da una parte il mondo occidentale, dall’altra la Russia, membro di un gruppo di nazioni non-occidentali, ma anche di uno schieramento ibrido di soggetti individuali e sociali, trasversale al mondo occidentale, che vengono considerarti “dittattoriali” e\o “autarchici” .

 L’oggetto “apparente” , in senso hegeliano, del contendere è la DEMOCRAZIA .

Il mondo occidentale accusa la Russia di mettere in dubbio i valori della democrazia, e il suo ordine mondiale delle regole , per affermare il proprio sistema di regole dittatoriali ed autarchiche.

La Russia risponde che la sua azione nasce dalla politica di aggressione della NATO. Che il suo obiettivo era la pace .

Sto tagliando con la scure . Ma giusto per capirci .

 Oggi sulla testata Responsible statecraft, Sam Fraser scrive un interessante articolo “Why US hegemony is incompatible with a ‘rules-based international order’“.

In sostanza l’autore afferma che la dottrina US di bastonare chi non si adegua alla ”sua democrazia” è sbagliata, ipocrita e nasconde solo ed esclusivamente la volontà di mantenere l’egemonia sul mondo.

Anche qui taglio con la scure . Mi scuso . Ma quanto descritto nell’articolo fotografa cosa c’è, secondo me, alla base della guerra in Ucraina. Ed è sorprendente che questa posizione sia espressa con lucidità da una testata americana.

Quindi, la guerra Russia-occidente (Ucraina) non ha niente di nuovo da aggiungere al fatto che la “democrazia” si difende\impone con la violenza . E in questo non c’è niente di immorale.

La novità è rappresentata dal fatto che la Russia accredita il proprio diritto ad usare la violenza per difendersi\imporsi. Ovvero, si fa portavoce di un sentimento che sta pervadendo il pianeta: la democrazia non è un valore, è un sistema di potere che si auto-giustifica come “valore morale”, ma che in realtà gestisce il potere con la violenza del diritto che gli viene dal proprio potere economico-militare-amministrativo.

Oramai esaurite le opzioni “sanzioni”, all’occidente resta l’infantile bando dei russi dal circolare liberamente nel mondo occidentale. Intanto la Russia non ha ancora esaurito le potenzialità della sanzione “energetica”, consolida i rapporti economici con gli pseudo alleati dell’occidente (India, Brasile, mondo arabo, etc. ) nonché con il nemico mortale degli americani: la Cina.

Ma il fatto più inquietante è la devastazione dell’Ucraina.

La Russia, dopo aver lottato a lungo con US\NATO per la pace, non si fermerà mai ! E poiché è chiaro per il mondo occidentale che il punto di contrasto sta nel riconoscere che la Russia si è preso sul campo il “diritto” di usare la violenza per imporre la propria egemonia, togliendo alla “DEMOCRAZIA” un privilegio che si era attribuito in forma monopolistica, l’esito della guerra è irrilevante. E l’occidente è complice di questa devastazione.

La Russia si è fatto carico di affermare, per sé e per chi ha subito e subisce l’egemonia US\NATO, il proprio diritto ad esercitare la violenza che il proprio potere militare, economico ed amministrativo gli permette, esattamente come sancito dalla dottrina americana-occidentale sulle ragioni della democrazia.

 A 70 anni ho smesso di fare il “tifoso” . Ma non invidio chi domani vedrà l’esito di questa storia. Saluti, Vincenzo Pirastu