15 Novembre 2013

Le droghe leggere e il terrorismo internazionale

Le droghe leggere e il terrorismo internazionale Tempo di lettura: < 1 minute

L’attentato alla stazione ferroviaria di Atocha, Madrid. Le vittime furono 191

«Secondo stime dell’agenzia Onu contro le droghe (Unodc) le vendite al dettaglio di cannabis sfiorano i 20 miliardi di euro» nella sola Europa. Per quanto riguarda l’hashish, invece, la contabilità europea va oltre, toccando i «25 miliardi di euro». «In totale fanno 45 miliardi», sintetizza Nello Scavo sull’Avvenire del 13 novembre, che spiega come il ricavato della vendita di droghe leggere vada a finanziare il network del terrorismo internazionale. «Proprio con l’hashish sono stati finanziati gli attentati dell’11 marzo 2004 a Madrid», spiega il cronista, riprendendo le dichiarazioni di un terrorista pentito. E prosegue: «L’area nordoccidentale dell’Africa ricopre un ruolo chiave nel traffico dei derivati della cannabis. La maggior parte della resina prodotta in Marocco viene trasportata in Spagna attraverso lo stretto di Gibilterra, dove viene stoccata in grandi quantitativi. La produzione e la logistica è gestita pressoché in regime di monopolio dal Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, punta avanzata magrhebina della galassia al Qaeda».