13 Agosto 2022

La Colombia riprende i rapporti diplomatici col Venezuela

Nicolas Maduro e Gustavo Petro Tempo di lettura: 2 minuti

Nicolas Maduro e Gustavo Petro

La Colombia di Gustavo Petro riallaccia i rapporti diplomatici con il Venezuela, interrotti tre anni fa a seguito dalla crisi innescata dalla autoproclamazione del presidente della Camera venezuelana, Juan Guaidò, a presidente della Repubblica, criticità che per poco non fece crollare il governo di Caracas, retto, oggi come allora, da Nicolás Maduro.

La mossa di Petro era attesa, dato il suo passato da ex guerrigliero (militava nell’M-19), ma rappresenta lo stesso uno sconvolgimento tettonico nella geopolica globale, se solo si pensa che il precedente governo non solo aveva appoggiato la rivolta di Guaidò (o golpe che dir si voglia), ma era anche il Paese dal quale dovevano giungere rinforzi ai ribelli.

Infatti, l’allora Consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, John Bolton, che recentemente si è vantato di aver organizzato diversi golpe in giro per il mondo (oltre a quello venezuelano…), si era fatto sorprendere mentre in un incontro pubblico brandiva una cartellina nella quale era appuntato di inviare 5mila marines in Colombia per sostenere Guaidò.

Non solo i rapporti diplomatici, a quanto pare i Colombia e Venezuela si stanno organizzando per coordinare i rispettivi eserciti, come ha annunciato alcuni giorni fa il ministro della Difesa venezuelano Iván Velásquez Gómez. Un coordinamento che evidentemente non serve tanto a fini esterni, dal momento che i due Paesi non devono temere invasioni, ma a fini interni, per sventare eventuali golpe, che in America del Sud sono alquanto frequenti.

In Colombia, peraltro, sono attivi gruppi di paramilitari che hanno operato per anni in stretto collegamento con gli States, da cui la possibilità che il nuovo corso colombiano possa subire un brusco stop o comunque trovarsi impelagato in una guerra intestina.

Forse anche per questo, o forse per il suo passato, Petro ha deciso anche di riprendere il dialogo con i movimenti della guerriglia, avviati a suo tempo dai suoi predecessori e poi interrotti. La mediazione tra l’ELN (esercito di liberazione nazionale) e i rappresentanti di Bogotà si terrà a Cuba, come avvenuto in passato.

Tempo di cambiamenti in Sudamerica, facilitati anche dalla penuria del petrolio causata dalle sanzioni anti-russe, che rafforza il Venezuela, uno dei più importanti produttori di oro nero del mondo.

Non per nulla a giugno di quest’anno sono state allentate molte delle sanzioni americane che gravavano su di esso, consentendo così a Caracas di riprendere le esportazioni. A proposito di come le “regole” brandite dagli Usa nei confronti dei propri nemici siano del tutto arbitrarie e gestite in base alle necessità di Washington.