28 Settembre 2012

Il fondamentalismo islamico, i cristiani "rinati" e la modernità

Il fondamentalismo islamico, i cristiani "rinati" e la modernità Tempo di lettura: 2 minuti

«Esiste un pregiudizio radicato nell’opinione pubblica occidentale secondo il quale non ci può essere processo di democratizzazione nel mondo musulmano se non vi è alcun processo preliminare di secolarizzazione o riforma dell’Islam». Così Olivier Roy sulla Stampa del 27 settembre, in un articolo in cui spiega che l’opinione degli osservatori occidentali, secondo la quale a musulmani moderati (legati ai processi di modernizzazione e fautori di una democrazia di stampo occidentale), si contrapporrebbero fondamentalisti che sognano il ritorno alla tradizione islamica. Per Roy invece il fondamentalismo islamico è un fenomeno moderno, nato da «un processo di atomizzazione della fede» all’interno della religiosità islamica, che ha provocato la rottura con la tradizione dell’islam. Spiega lo studioso che nel fondamentalismo «l’accento è sul credere di ciascun soggetto, sulla fede individuale e non sull’appartenenza collettiva alla Ummah o comunità dei credenti né sul seguire ciecamente gli Ulema (…). Siamo abituati a sentir parlare di “rinascita” in termini religiosi in riferimento alle confessioni neo-protestanti, in particolare negli Stati Uniti. Il fenomeno della rinascita si verifica anche nel mondo musulmano. E quando si parla dei “rinati” si tratta sempre di qualcuno che sta rompendo cIl fondamentalismo islamico, i cristiani "rinati" e la modernitàon la tradizione (…). Questi nuovi attivisti religiosi hanno provato, nel bene e nel male, a ricostruire la comunità dei fedeli al di fuori degli schemi tradizionali di parentela e dei legami sociali. Per questo la maggior parte di loro sembra essere “fondamentalista”, poiché essi sottolineano l’autonomia delle norme religiose dalla cultura dominante. In realtà essi potrebbero anche seguire percorsi più liberali, tra cui la ricerca di una maggior spiritualità. Quindi ciò che appare come un “ritorno” al fondamentalismo è invece una sorta di trasformazione e di atomizzazione della religiosità, un tentativo di ripensare e riformulare le norme religiose in una società moderna. Il paradosso è che alcune forme apparentemente rigoriste di religiosità, come il salafismo, rappresentano un modo di riformulare le norme religiose al di fuori dei limiti della cultura e della tradizione. Paradossalmente, questo tipo di revival religioso si basa sugli stessi principi che promuovono forme moderne di cittadinanza in contrasto con una concezione più tradizionale del legame sociale: centralità dell’individuo, scelta e apertura alla diversità». Fenomeno nuovo, quello di queste nuove comunità religiose, con il quale la classe politica nata dalla “primavera araba” si sta confrontando per cercare vie per una democrazia troppo a lungo attesa.