16 Luglio 2015

I Paesi dell'Est contro Atene

I Paesi dell'Est contro Atene Tempo di lettura: 2 minuti

I Paesi baltici si «considerano l’antitesi della Grecia perché hanno fatto sacrifici pesantissimi senza fiatare. Ecco perché sono diventati la falange est-europea del rigorismo più intransigente, espresso nell’ultimo summit europeo da Angela Merkel […] Ed è noto che la proposta di una Grexit buttata sul tavolo dell’eurogruppo da Wolfgang Schauble, sia stata accolta da questi Paesi con favore». Così Tonio Mastrobuoni sulla Stampa del 15 luglio, che prosegue: «Purtroppo, per chi spinge per un’eurozona più solidale e inclusiva, il fonte dei falchi tradizionalmente rappresentato da Austria, Olanda e Finlandia si è arricchito di almeno cinque nuovi membri permanenti […] L’Europa dei rigoristi, ora, è cresciuta».

Titolo articolo: Estonia, Lituania, Slovenia Per contare di più Merkel punta sui falchi dell’Est.

 

Nota a margine. Articolo che aggiunge un particolare non secondario sul dramma greco (ed europeo). Non solo Lituania, Estonia e Lettonia, il fronte rigorista comprende altri Paesi dell’Est, anzitutto la Slovenia. Al contrario di quanto scrive Mastrobuoni, non crediamo che la loro posizione sia dovuta solo al modo con il quale tali Paesi hanno affrontato la crisi degli ultimi anni, ma anche ai vincoli che li legano alla Germania, anzitutto economici (ne abbiamo scritto altrove).

 

L’allargamento a Est dell’Europa, al quale si è proceduto con una leggerezza degna di miglior causa, ha prodotto risultati bizzarri, come quello di vedere alcuni di tali Paesi decisi a cacciare dall’Unione europea la nazione considerata culla della democrazia e della civiltà occidentale. E a contribuire, nel loro piccolo, all’imposizione del dogma rigorista su quei Paesi che hanno accolto con entusiasmo, al tempo, la loro domanda di ammissione ad un organismo geo-politico agognato perché immagine di prosperità, libertà e solidarietà.