8 Luglio 2013

Egitto: i generali al potere creeranno una nuova generazione di terroristi

Egitto: i generali al potere creeranno una nuova generazione di terroristi Tempo di lettura: 2 minuti

Leader dell’opposizione. Al centro, El Baradei

Con la deposizione di Morsi non è finito l’islam politico, come si sono affrettati a sentenziare diversi osservatori internazionali. Almeno questo è il giudizio di Vali Nasr, uno dei massimi esperti di Medio oriente degli Stati Uniti intervistato sul Corriere della Sera del 6 luglio. Avevano detto la stessa cosa nel 2011 su Al Qaeda, ricorda Nasr, «conclusione molto semplicistica, come si è visto».

Nell’intervista Nasr prevede che i Fratelli islamici, ma anche tanti islamici che non aderiscono alla Fratellanza, non si rassegneranno tanto facilmente alla deposizione del “loro presidente”. E spiega: «Le ali estreme diranno che partecipare al gioco democratico è inutile, perché truccato. E quindi che per andare al potere occorre buttare giù l’intero sistema, compresi i militari. Secondo, i generali cercheranno di regolare una volta per tutte i conti con i Fratelli musulmani. Lo stanno già facendo: arresti, rimozioni, purghe. Sarà una caccia alle streghe […]. Questo darà un’altra spinta verso la radicalizzazione. Rischiamo di allevare una nuova generazione di terroristi. Terzo, tutta l’esperienza della cacciata di Mubarak ha spappolato la società e l’economia egiziana, che è a pezzi. Sarà difficile che i militari riescano a rimettere insieme i cocci. E allora vedremo nuovamente le strade piene, ma questa volta saranno islamiche. Alla lunga la forza bruta non basterà a contenerle […] Fra vent’anni l’Egitto rischia di essere un Paese di 140 milioni di abitanti, radicalizzato e impoverito. E sarebbe un problema ancora più grande per l’Europa che per l’America, un cancro che potrebbe infettare il resto della regione. L’Occidente deve essere duro con i generali. Deve esercitare forti pressioni perché restituiscano al più presto il potere ai civili».