19 Gennaio 2022

Blinken incontra Lavrov e Raisi vola a Mosca

Blinken incontra Lavrov e Raisi vola a Mosca Tempo di lettura: 3 minuti

Mentre si rincorrono gli allarmi su un’impossibile invasione russa dell’Ucraina e i proclami dell’Occidente volti a minacciare sfracelli conseguenti e ad assicurare assistenza alla derelitta Kiev, il filo dialogo tra Usa e Russia prosegue ininterrotto, seppur meno reclamizzato.

Il Capo del Dipartimento di Stato americano Anthony Blinken, dopo uno scalo a Kiev, venerdì incontrerà il suo omologo russo Sergej Lavrov a Ginevra.

Aperture in tal senso si registrano anche da parte di Jake Sullivan, Consigliere per la sicurezza nazionale Usa, in quale, in un’intervista alla rivista Foreign Policy, ha dichiarato: “Se la Russia vuole proseguirei sulla strada della diplomazia noi siamo pronti, abbiamo avanzato alcune idee e proposte da prendere in considerazione e siamo pronti a continuare la discussione”.

“Dal mio punto di vista, c’è spazio per progressi sostanziali attraverso la diplomazia su questioni critiche riguardanti la sicurezza europea che meritano di essere considerate in dettaglio”.

Due i temi sostanziali sul tavolo: la controversia ucraina e la possibilità di raggiungere un’intesa sul reciproco controllo delle criticità globali, a iniziare da una rinnovata intesa sulle armi nucleari.

Sul secondo punto, il modello c’è già ed è lo START 2, accordo siglato da Eltsin e George Bush (padre) che riprendeva e rimodellava la storica intesa tra Reagan e Gorbacev che aveva prodotto lo SART 1.

Accordi inceneriti dalla decisione dell’amministrazione Trump di farli decadere, precipitando il mondo nel baratro di una incontrollata proliferazione e installazione delle armi atomiche.

Sul primo punto, invece, apparentemente più spinoso a causa dei i tanti falchi che si aggirano dentro e attorno all’Ucraina, riportiamo un passo di un articolo del National Interest.

“La strategia degli Stati Uniti deve essere dura, ma intelligente. Deve dissuadere la Russia dal calpestare l’indipendenza dell’Ucraina. Ma deve anche considerare gli interessi vitali percepiti dalla Russia e affrontarli in modi che non danneggino gli interessi degli Stati Uniti o dell’Ucraina stessa. Un accordo accettabile potrebbe essere quello che veda l’Ucraina accettare uno status simile all’Austria, che gli consenta di mantenere la libertà e l’indipendenza senza però allinearsi né agli Stati Uniti né alla Russia”.

La nota del NI firmata da Dell Dailey e James P. Farwell è di grande interesse sia perché arriva a questa conclusione restando all’interno della narrativa ufficiale, che descrive la somma bontà dell’America contrapposta all’arrogante cattiveria della Russia, sia perché rilancia un’ipotesi avanzata da più parti e che appare, al momento, l’unica percorribile, nonché l’unica ragionevole.

A margine, ricordando che più volte abbiamo annotato che la criticità Ucraina richiama quella iraniana (cioè il nucleare di Teheran), dal momento che ambedue rischiano di sprofondare il mondo in una guerra globale (e più la seconda che la prima) e ambedue sono al centro di un serrato dialogo tra Oriente e Occidente, registriamo con il necessario interesse che il presidente iraniano Ebrahim Raisi è giunto a Mosca, dove incontrerà anche Putin (Tansim Agency).

La Russia, pur non essendo protagonista del dialogo sul nucleare iraniano che si svolge a Vienna, è un convitato di pietra di tale trattativa, potendo sia influenzare Teheran, sia riferire alla controparte, cioè gli Stati Uniti, proposte iraniane che non possono essere avanzate in forma pubblica, cioè al tavolo dei negoziati.

Intanto due iniziative invero singolari: la Turchia ha proposto un vertice Russia – Ucraina sul proprio territorio, proposta che ha trovato il gradimento di Mosca (Ria Novosti). Una mossa seguita da quella israeliana, che ha proposto Gerusalemme come sede di tale summit (Axios), un’iniziativa che conferma il segreto legame tra la criticità ucraina e quella iraniana, essendo Tel Aviv più che interessata al negoziato sul nucleare iraniano.

Momento volatile e di grande interesse sul piano diplomatico. Da seguire.