27 Febbraio 2014

Attentato al Word Trade Center: un infiltrato dell'Fbi aveva dato l'allarme

Attentato al Word Trade Center: un infiltrato dell'Fbi aveva dato l'allarme Tempo di lettura: 2 minuti

«L’Fbi aveva piazzato un infiltrato nella cerchia di Osama Bin Laden già nel 1993 e accertò che il capo di Al Qaeda stava cercando finanziamenti per un attacco terroristico negli Stati Uniti, probabilmente nell’area di Los Angeles. A dirlo nel 2010 fu Edward J. Curran, ufficiale dell’FBI di Los Angeles chiamato a testimoniare durante il processo in cui l’agente Bassem Youssef denunciava l’FBI per discriminazione. La scioccante rivelazione passò totalmente inosservata». La notizia è stata pubblicata dal Washington Times ed è stata ripresa da Dagospia il 26 febbraio. 

Di questa vicenda non c’è traccia nelle varie inchieste riguardanti l’attentato alle Torri gemelle del 1993, né in quelle successive all’ecatombe del 2001, stesso target e stessi autori. Nessuno ne sapeva nulla. La notizia è uscita perché l’agente dell’Fbi, dopo l’attentato del 2001, fu discriminato a causa della nazionalità araba. A sua difesa, nel processo, intervenne Edward J. Curran il quale «disse che Youssef aveva procurato una fonte molto vicina alla leadership di Al Qaeda, connessa allo sceicco cieco Omar Abdel-Rahman, e che questo infiltrato incontrò personalmente Bin Laden. Quando il contatto tornò dal viaggio d’oltreoceano, rivelò i piani terroristici di Bin Laden e aggiunse che esistevano due cellule terroristiche in California, una a Los Angeles e una a San Diego. Bassem Youssef scrisse sul suo rapporto che aveva iniziato a investigare su un arabo implicato in attività terroristiche in California nel gennaio 1993 (un mese prima dell’attentato al World Trade Center), e quindi aveva velocemente creato un contatto. Da allora nessuno sa (o rivela) che fine abbia fatto l’infiltrato». Strana vicenda, che alimenta le ombre sull’azione antiterrorismo Usa. Da parte nostra ci limitiamo a sottolineare un passaggio dell’articolo del giornale Usa, ovvero che l’informazione proveniva dalla ristretta cerchia del capo di Al Qaeda, particolare che rendeva l’informazione particolarmente significativa.