2 Giugno 2013

Da molti inverni la neve si scioglie

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Da molti inverni la neve si scioglie

e sempre l’accoglie uno stesso fiume:

foreste d’anni io trascorsi

per giorni contati come foglie.

Sempre al banchetto un posto è vuoto,

io solo in piedi dico il tuo nome.

 

Libero De Libero

L’epigramma è un modo lirico di raccontare un’intera vita in pochi versi. L’epigramma è “icastico”, è un’“immagine”, un quadro di pochi tratti in cui è delineato il viaggio terreno di una persona. I versi di Libero De Libero – dalla raccolta Romanzo, che accoglie poesie scritte fra il 1934 e il 1955 – si fanno guardare, quasi fossero uno schizzo a matita su carta.

In primo piano c’è un convivio, una tavola imbandita: il “banchetto” è stato per un certo periodo dell’esperienza poetica del poeta ciociaro (nato a Fondi nel 1903 e morto a Roma nell’81) sinonimo di vita. Sullo sfondo, un paesaggio: neve, alberi, fiumi; il creato, del quale l’uomo, coi suoi «giorni contati come foglie», è parte. C’è la natura che sempre cambia, si trasforma, ritorna al punto di partenza per ricominciare di nuovo il proprio corso.

Ecco, con poche ed essenziali parole, descritta tutta una esistenza. Una persona viva, in piedi, immersa nel mondo creato in cui anch’essa è creatura, nell’usuale e conviviale relazione con altri uomini, attende vigile e chiama per nome l’ospite assente, l’unico di cui sente realmente la mancanza. In alcuni momenti ci si accorge di come la storia di ogni ospite al banchetto del mondo sia segnata dall’assenza o dalla presenza di quell’uomo. Si è soli nella vita quando lui non c’è. Lui soltanto fa compagnia. E a lui il poeta si rivolge – nel dialogo con un misterioso e silenzioso “tu” – spiegandogli come lo stia aspettando.

È l’epigramma dell’attesa disegnato da un poeta che fu grande amico di molti pittori («la grande stagione dell’amicizia» durante la quale, dalla fine anni Venti, frequentò gli artisti della “Scuola romana” di via Cavour, su tutti Scipione e Mafai).

Pochi tratti di matita qualche volta dicono molto di più di un grande e colorato affresco.

 

Paolo Mattei

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