31 Luglio 2013

San Francesco: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso"

San Francesco: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso" Tempo di lettura: 2 minuti

«Secondo un’antica e documentata tradizione, una notte, mentre Francesco sta pregando accanto alla Porziuncola, viene assalito da una violenta prova: è tentato di abbandonare la penitenza per godersi di nuovo la sua giovinezza. Subito si spoglia della tonaca e si getta in mezzo a un roveto, il quale, per grazia, si trasforma in un meraviglioso roseto privo di spine. Due angeli si avvicinano e lo conducono nella piccola chiesa, dove trova ad attenderlo il Cristo e la Madonna che gli domandano quale premio desideri per quel suo atto così eroico. Francesco chiede che venga concessa un’indulgenza straordinaria  – cioè l’assoluzione generale di tutte le colpe – a coloro che fossero giunti in quel luogo pentiti e confessati. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore – ma di maggiori cose sei degno e maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”. 

Il poverello si reca subito da Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia, e con candore gli racconta la visione avuta. Il Papa lo ascolta attentamente e gli concede la sua approvazione. Poi dice: “Per quanti anni vuoi questa indulgenza?”. Francesco prontamente risponde: “Santo Padre, non domando anni, ma anime”. Così, pieno di gioia, si avvia verso l’uscita. Il Pontefice però lo richiama; “Come, non vuoi nessun documento?”. E Francesco: “Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l’opera sua. Io non ho bisogno di alcun documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli angeli i testimoni”. E qualche giorno più tardi, davanti ai vescovi dell’Umbria e al popolo convenuto alla Porziuncola, grida tra le lacrime: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso”».

Questo il racconto della genesi della Perdonanza d’Assisi apparso sull’Osservatore romano del 31 luglio in un articolo a firma di Stefano Orsi (titolo: Incontro che salva la vita).

 

 

Condizioni per ottenere l’indulgenza plenaria secondo la Perdonanza d’Assisi (si può lucrare dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del 2 agosto).

 

– Confessione sacramentale (negli otto giorni precedenti o seguenti);

– Partecipazione alla Messa e Comunione Eucaristica;

– Visita alla chiesa della Porziuncola (o un’altra chiesa francescana o chiesa parrocchiale), per recitare queste preghiere:

Il Credo;
Il Padre Nostro;
Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (ad esempio Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre);

 

Perché si possa lucrare l’indulgenza si richiede una disposizione d’animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.