25 Maggio 2013

San Filippo Neri e quel Crocifisso che gli rubava lo sguardo

San Filippo Neri e quel Crocifisso che gli rubava lo sguardo Tempo di lettura: < 1 minute

Il corpo di san Filippo Neri a santa Maria in Vallicella (detta Chiesa nuova)

Sull’Osservatore romano del 25 maggio Edoardo Aldo Cerrato traccia un ritratto di san Filippo Neri (titolo: Il cuore di Filippo). Ne riportiamo un passaggio: «Innamorato della preghiera intima e solitaria, egli visse e insegnò nell’Oratorio la preghiera più fraternamente comunitaria; fortemente ascetico nella sua penitenza anche corporale, visse e insegnò l’impegno della mortificazione spirituale, improntato alla gioia e alla serenità del gioco; appassionato lettore di libri – lo testimonia la cospicua biblioteca personale – e interessato alla storia, alla filosofia, alla teologia, alla letteratura e ai testi di spiritualità, abbandonò da giovane gli studi perché un Crocifisso nell’aula delle lezioni attirava tanto il suo sguardo e il suo cuore da non consentirgli di seguire i discorsi dei docenti; predicatore instancabile della Parola divina, fu così parco di parole da ridursi addirittura a poche frasi o al silenzio, negli ultimi anni, quando la commozione più non gli permetteva di affrontare, negli incontri all’Oratorio, un argomento spirituale».