31 Ottobre 2012

Pasolini e il frate che sapeva dire solo: "Gesù, Maria, vi amo, salvate le anime"

Pasolini e il frate che sapeva dire solo: "Gesù, Maria, vi amo, salvate le anime" Tempo di lettura: 2 minuti

Il vangelo secondo Matteo, la fuga in Egitto

Sull’Avvenire del 31 ottobre, l’incontro tra Pier Paolo Pasolini, in cerca di ispirazione per girare Il vangelo secondo Matteo, e il venerabile frate Ave Maria, che l’artista andò a visitare  consigliato da Angela Volpini. Così quell’incontro nel racconto della Volpini: «Frate Ave Maria era in chiesa, dietro l’altare. Pregava. Pasolini, appena entrato nell’antica abbazia, ammirò gli affreschi quattrocenteschi. Dopo qualche minuto di silenzio frate Ave Maria disse: “Benvenuti pellegrini della speranza (…). E come mai un grande artista, un personaggio così famoso, è interessato a conoscere un povero cieco, che sa solo dire ‘Gesù, Maria, vi amo; salvate le anime!'”. Più tardi, dopo un colloquio di due ore, Pasolini commentò: “Frate Ave Maria aveva tutta l’attenzione per me. Parlava con tale naturalezza, pur nel suo linguaggio religioso, da risultare non solo rispettoso, ma affascinante. Non si è stupito del mio scetticismo e mi ha detto che il ‘suo Gesù’ ama più i lontani che i vicini, che non si scandalizza di niente e che solo lui conosce davvero il cuore umano. Di fronte a lui, io artista, non mi sono sentito, come succede spesso nei luoghi seri e importanti, un po’ fuori contesto… anche il frate è un originale come me, un creativo… Ha inventato la sua vita, strana per il buon senso comune, ma vera e affascinante. Anche lui è un figlio d’arte, riesce a trasformare in bella e straordinaria una vita che, analizzata razionalmente, è la morte civile e la follia…”».