23 Settembre 2013

Papa Francesco: fate salire Gesù sulla vostra barca

Papa Francesco: fate salire Gesù sulla vostra barca Tempo di lettura: 3 minuti

 

«Io mi sento a casa qui e spero che anche voi vi sentiate a casa, come si dice in America Latina, “questa casa è la vostra casa”»: così Papa Francesco nell’incontro del 22 settembre con i poveri e i detenuti nella cattedrale a Cagliari.  Quindi rivolgendosi ai volontari e membri delle associazioni lì presenti ha poi osservato che a «volte si trova anche l’arroganza nel servizio ai poveri! […] Alcuni si fanno belli, si riempiono la bocca con i poveri; alcuni strumentalizzano i poveri per interessi personali o del proprio gruppo», ricordando che «non è di Gesù, questo. E dico di più: questo è peccato! È peccato grave, perché è usare i bisognosi, […] che sono la carne di Gesù, per la mia vanità. Uso Gesù per la mia vanità: e questo è peccato grave!».

 

Nello stesso giorno e sempre a Cagliari il Santo Padre ha tenuto un incontro con il mondo della cultura nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica Regionale. A proposito del delicato momento storico e della crisi che attraversa il mondo, il Vescovo di Roma si è soffermato sul rischio della «rassegnazione» e del «pessimismo verso ogni possibilità di efficace intervento», il quale, ha spiegato, è «un “chiamarsi fuori” dalla stessa dinamica dell’attuale tornante storico, denunciandone gli aspetti più negativi con una mentalità simile a quel movimento spirituale e teologico del II secolo dopo Cristo che viene chiamato “apocalittico”. Noi – ha osservato – ne abbiamo la tentazione: pensare in chiave apocalittica. Questa concezione pessimistica della libertà umana e dei processi storici porta ad una sorta di paralisi dell’intelligenza e della volontà. La disillusione porta anche ad una sorta di fuga, a ricercare “isole” o momenti di tregua. Quando il viandante sconosciuto, che è Gesù risorto, si accosta ai due discepoli di Emmaus, tristi e sconsolati, non cerca di nascondere la realtà della Crocifissione, dell’apparente sconfitta che ha provocato la loro crisi, al contrario li invita a leggere la realtà per guidarli alla luce della sua risurrezione: “Stolti e lenti di cuore… Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. Fare discernimento significa non fuggire, ma leggere seriamente, senza pregiudizi, la realtà».

 

Infine, nell’incontro con i giovani, il Papa ha accennato alla tragedia della fuga dei giovani della Chiesa, spiegando come «molti ragazzi, dopo aver ricevuto la Cresima, se ne vanno: il Sacramento del congedo, dell’addio […]. È un’esperienza di fallimento, un’esperienza che ci lascia vuoti, ci scoraggia». Francesco ha quindi invitato i giovani presenti a non scoraggiarsi e a fare come Pietro, nell’episodio evangelico della pesca miracolosa, quando Gesù lo invita a gettare le reti pur sapendo che aveva lavorato tutta la notte e non aveva preso nulla: «Pietro, in quel momento critico, gioca se stesso. Che cosa avrebbe potuto fare? Avrebbe potuto cedere alla stanchezza e alla sfiducia, pensando che è inutile e che è meglio ritirarsi e andare a casa. Invece […] con coraggio, esce da se stesso e sceglie di fidarsi di Gesù. Dice: “Ma, sta bene: sulla tua parola getterò le reti”. Attenzione! Non dice: sulle mie forze, sui miei calcoli, sulla mia esperienza di esperto pescatore, ma “Sulla tua parola”, sulla parola di Gesù! E il risultato è una pesca incredibile». E di seguito: «Fidarsi di Gesù. E quando dico questa cosa, […] io non vengo qui a vendervi un’illusione. Io vengo qui a dire: c’è una Persona che può portarti avanti: fidati di Lui! È Gesù! Fidati di Gesù! E Gesù non è un’illusione!».

«Quando tutto sembra fermo e stagnante – ha proseguito -, quando i problemi personali ci inquietano, i disagi sociali non trovano le dovute risposte, non è buono darci per vinti. La strada è Gesù: farlo salire sulla nostra “barca” e prendere il largo con Lui! Lui è il Signore! Lui cambia la prospettiva della vita. La fede in Gesù conduce a una speranza che va oltre, a una certezza fondata non soltanto sulle nostre qualità e abilità, ma sulla Parola di Dio, sull’invito che viene da Lui. Senza fare troppi calcoli umani e non preoccuparsi di verificare se la realtà che vi circonda coincide con le vostre sicurezze».