1 Settembre 2012

Martini, nella morte ci affidiamo come bambini nelle mani del Signore

Martini, nella morte ci affidiamo come bambini nelle mani del Signore Tempo di lettura: < 1 minute

«”Mi sono più volte lamentato con il Signore perché morendo non ha tolto a noi la necessità di morire. Sarebbe stato così bello poter dire: Gesù ha affrontato la morte anche al nostro posto e morti potremmo andare in Paradiso per un sentiero fiorito”. È una frase del cardinale Martini riportata dal Corriere della Sera del 1 settembre che sintetizza un pensiero del cardinale emerito di Milano deceduto il giorno prima. Continua la sintesi del Corriere: «Eppure proprio qui sta l’essenziale: “Dio ha voluto che passassimo per questo ‘duro calle’ che è la morte ed entrassimo nell’oscurità che fa sempre un po’ paura. Però mi sono rappacificato con il pensiero di dover morire quando ho compreso che senza la morte non arriveremmo mai a fare un atto di piena fiducia in Dio. Di fatto in ogni scelta impegnativa noi abbiamo sempre delle ‘uscite di sicurezza’. Invece la morte ci obbliga a fidarci totalmente di Dio”. La preghiera fa sentire “al sicuro vicino a Dio”. Apre una porta verso l’altro mondo (…) il ‘duro calle’ si supera così, bisogna gettarsi con la fiducia di un bambino tra le braccia dei genitori: “Desideriamo essere con Gesù e questo nostro desiderio lo esprimiamo a occhi chiusi, mettendoci in tutto nelle Sue mani”».