2 Ottobre 2013

Il Signore manda operai nella sua vigna anche nell'undicesima ora

Il Signore manda operai nella sua vigna anche nell'undicesima ora Tempo di lettura: 2 minuti

Sull’Osservatore romano del 3 ottobre, Felice Accrocca ricorda il processo di beatificazione di san Francesco. Riportiamo il passaggio relativo alla cerimonia di canonizzazione, tramandata da Tommaso da Celano: «A parlare per primo – annota – fu Papa Gregorio, il quale, dopo aver annunciato “con voce vibrante e affettuosa commozione le meraviglie di Dio”, tenne un discorso che trasse esordio da un ben noto passo della Scrittura – “come la stella del mattino tra le nubi e come splende la luna nel plenilunio, e come sole raggiante, così egli rifulse nel tempio di Dio (Siracide 50, 6-7) – commuovendosi fino alle lacrime mentre rievoca la purità della sua vita”. A seguire il cardinale Ottaviano degli Ubaldini dette lettura dei miracoli di Francesco, che furono commentati, anche questa volta con viva commozione, dal cardinale Raniero Capocci. Tutti si commossero fino alle lacrime. Gregorio IX dette quindi l’annuncio dell’iscrizione di Francesco nel catalogo dei santi, poi il Papa e i cardinali intonarono il Te Deum. Finalmente il Pontefice discese dal trono e si “recò nel santuario per offrire voti e sacrifici”, baciò con viva emozione la tomba del santo, pregò con grande intensità e “celebrò i santi misteri”

Quindi Accrocca dà conto anche della successiva missiva di Gregorio IX Sicut phiale auraee, rivolta alla cristianità, nella quale rievocava la vita e le meraviglie fiorite attorno al santo di Assisi: «Il Signore – esordiva – non cessa di proteggere la vigna da lui piantata con i doni della sua misericordia, e pure nell’ora undecima invia operai i quali, bonificando il terreno dalle erbacce, dalle spine e dai rovi, potati i tralci superflui, le consentiranno di produrre frutti soavi e saporosi, che saranno riposti per l’eternità, dopo che avranno arso l’empietà e la carità raffreddatasi nel cuore di molti (Fonti francescane 2720). Per ben due volte, nella lettera papale, torna questo richiamo all’ora undecima, con indubbio – e significativo – riferimento alla parabola evangelica degli operai inviati dal padrone nella propria vigna in diverse ore del giorno».

Titolo dell’articolo: Francesco e gli operai dell’undicesima ora.