14 Settembre 2014

Il Papa: nel mistero della Croce "tutta la mite onnipotenza della misericordia di Dio"

Il Papa: nel mistero della Croce "tutta la mite onnipotenza della misericordia di Dio" Tempo di lettura: 2 minuti

La Chiesa, i cristiani, non esaltano «una croce qualsiasi, o tutte le croci: esaltiamo la Croce di Gesù, perché in essa si è rivelato al massimo l’amore di Dio per l’umanità». Così il Papa all’Angelus del 14 settembre, festa dell’esaltazione della Santa Croce. Una Croce necessaria per la «gravità del male che ci teneva schiavi». In essa abita «tutta la forza negativa del male, e tutta la mite onnipotenza della misericordia di Dio».

Bello quindi il passaggio: «Sul Calvario, quelli che lo deridevano gli dicevano: “Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce”. Ma era vero il contrario: proprio perché era il Figlio di Dio Gesù stava lì, sulla croce, fedele fino alla fine al disegno d’amore del Padre. E proprio per questo Dio ha “esaltato” Gesù, conferendogli una regalità universale».

Di seguito il Papa ha proseguito spiegando come attraverso la croce di Gesù «è vinto il maligno, è sconfitta la morte, ci è donata la vita, restituita la speranza. Questo è importante: per mezzo della Croce di Cristo ci è restituita la speranza. La Croce di Gesù è la nostra unica vera speranza!». E questo perché «è segno dell’amore immenso di Dio, segno della nostra salvezza e cammino verso la Risurrezione. E questa è la nostra speranza».

Quindi, in questa festa particolare ha chiesto di pensare con «commozione» ai tanti fedeli perseguitati a causa della fede, persecuzione che però si attua anche in «Paesi e ambienti che in linea di principio tutelano la libertà e i diritti umani».