30 Ottobre 2012

Il Papa, l'invocazione fiduciosa di Bartimeo e l'incontro con Gesù

Il Papa, l'invocazione fiduciosa di Bartimeo e l'incontro con Gesù Tempo di lettura: 2 minuti

Nell’omelia tenuta in occasione della messa conclusiva del sinodo dei vescovi, il Santo Padre ha commentato il vangelo della guarigione dalla cecità di Bartimeo. Così il Papa: «Egli non è cieco dalla nascita, ma ha perso la vista: è l’uomo che ha perso la luce e ne è consapevole, ma non ha perso la speranza, sa cogliere la possibilità di incontro con Gesù e si affida a Lui per essere guarito. Infatti, quando sente che il Maestro passa sulla sua strada, grida: “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!” (Mc 10,47), e lo ripete con forza (v. 48). E quando Gesù lo chiama e gli chiede che cosa vuole da Lui, risponde: “Rabbunì, che io veda di nuovo!” (v. 51). Bartimeo rappresenta l’uomo che riconosce il proprio male e grida al Signore, fiducioso di essere sanato. La sua invocazione, semplice e sincera, è esemplare, e infatti – come quella del pubblicano al tempio: “O Dio, abbi pietà di me peccatore” (Lc 18,13) – è entrata nella tradizione della preghiera cristiana. Nell’incontro con Cristo, vissuto con fede, Bartimeo riacquista la luce che aveva perduto, e con essa la pienezza della propria dignità: si rialza in piedi e riprende il cammino, che da quel momento ha una guida, Gesù, e una strada, la stessa che Gesù percorre. L’evangelista non ci dirà più nulla di Bartimeo, ma in lui ci presenta chi è il discepolo: colui che, con la luce della fede, segue Gesù “lungo la strada” (v. 52).

Sant’Agostino, in uno dei suoi scritti, fa sulla figura di Bartimeo un’osservazione molto particolare, che può essere interessante e significativa anche oggi per noi. Il Santo Vescovo di Ippona riflette sul fatto che, in questo caso, Marco riporti il nome non solo della persona che viene guarita, ma anche del padre, e giunge alla conclusione che “Bartimeo, figlio di Timeo, era un personaggio decaduto da prosperità molto grande, e la sua condizione di miseria doveva essere universalmente nota e di pubblico dominio in quanto non era soltanto cieco ma un mendicante che sedeva lungo la strada. Per questo motivo Marco volle ricordare lui solo, perché l’avere egli ricuperato la vista conferì al miracolo tanta risonanza quanto era grande la fama della sventura capitata al cieco” (Il consenso degli evangelisti, 2, 65, 125: PL 34, 1138). Così Sant’Agostino».

Bartimeo, ha spiegato il Papa, è modello per «quanti vivono in regioni di antica evangelizzazione, dove la luce della fede si è affievolita», dove c’è bisogno di «una nuova evangelizzazione, cioè di un nuovo incontro con Gesù, il Cristo». Che poi è il motivo per cui ha indetto l’Anno della fede.