25 Marzo 2014

Il Papa: la samaritana e l'"anfora" che impedisce di seguire Gesù

Il Papa: la samaritana e l'"anfora" che impedisce di seguire Gesù Tempo di lettura: 2 minuti

All’Angelus del 23 marzo, il Papa ha commentato il Vangelo della Samaritana. E ha spiegato: «Il Vangelo dice che i discepoli rimasero meravigliati che il loro Maestro parlasse con quella donna. Ma il Signore è più grande dei pregiudizi, per questo non ebbe timore di fermarsi con la Samaritana: la misericordia è più grande del pregiudizio. Questo dobbiamo impararlo bene! La misericordia è più grande del pregiudizio, e Gesù è tanto misericordioso, tanto! Il risultato di quell’incontro presso il pozzo fu che la donna fu trasformata: “lasciò la sua anfora” (v. 28), con la quale veniva a prendere l’acqua, e corse in città a raccontare la sua esperienza straordinaria. “Ho trovato un uomo che mi ha detto tutte le cose che io ho fatto. Che sia il Messia?” Era entusiasta. Era andata a prendere l’acqua del pozzo, e ha trovato un’altra acqua, l’acqua viva della misericordia che zampilla per la vita eterna. Ha trovato l’acqua che cercava da sempre! Corre al villaggio, quel villaggio che la giudicava, la condannava e la rifiutava, e annuncia che ha incontrato il Messia: uno che le ha cambiato la vita. Perché ogni incontro con Gesù ci cambia la vita, sempre. È un passo avanti, un passo più vicino a Dio. E così ogni incontro con Gesù ci cambia la vita. Sempre, sempre è così».

Così il Papa ha esortato a «“lasciare la nostra anfora”, simbolo di tutto ciò che apparentemente è importante» per ascoltare «la voce di Gesù, che ci offre un’altra acqua, un’altra acqua che ci avvicina al Signore».