13 Ottobre 2013

Il Papa, la misericordia del Signore e lo sguardo di Maria

Il Papa, la misericordia del Signore e lo sguardo di Maria Tempo di lettura: 3 minuti

Il 12 ottobre, come previsto in questo anno della Fede, la Chiesa ha fatto memoria della Vergine Maria. Per l’occasione la statua originale della Madonna di Fatima è stata portata a San Pietro, dove si è svolta una processione. Al termine della stessa, il Papa ha svolto una breve catechesi.

In questa ha paragonato il peccato a un capriccio di un bambino: è un nodo, qualcosa che si intromette nella relazione tra l’uomo e il suo Signore; con l’aumentare dei nodi, nell’anima si forma un «groviglio […] sempre più doloroso e sempre più difficile da sciogliere». Però, ha aggiunto il Papa: «Alla misericordia di Dio – lo sappiamo – nulla è impossibile! Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia. E Maria, che con il suo “sì” ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre. Ognuno di noi ne ha alcuni, e possiamo chiederci dentro al nostro cuore: quali nodi ci sono nella mia vita? “Padre, i miei non si possono sciogliere!”. Ma, questo è uno sbaglio! Tutti i nodi del cuore, tutti i nodi della coscienza possono essere sciolti».

Di seguito, paragonando il “sì” di Maria ai poveri “sì” degli uomini, ha spiegato: «Credere in Gesù significa offrirgli la nostra carne, con l’umiltà e il coraggio di Maria, perché Lui possa continuare ad abitare in mezzo agli uomini; significa offrirgli le nostre mani per accarezzare i piccoli e i poveri; i nostri piedi per camminare incontro ai fratelli; le nostre braccia per sostenere chi è debole e lavorare nella vigna del Signore; la nostra mente per pensare e fare progetti alla luce del vangelo; e, soprattutto, offrire il nostro cuore per amare e prendere decisioni secondo la volontà di Dio. Tutto questo avviene grazie all’azione dello Spirito Santo».

Infine, accennando alla speranza, ha detto: «Nella notte del sabato santo Maria ha vegliato. La sua fiammella, piccola ma chiara, è stata accesa fino all’alba della risurrezione; e quando le è giunta la voce che il sepolcro era vuoto, nel suo cuore è dilagata la gioia della fede, la fede cristiana nella morte e risurrezione di Gesù Cristo. Perché sempre la fede ci porta alla gioia, e Lei è la Madre della gioia: che ci insegni ad andare per questa strada della gioia e vivere questa gioia! Questo è il punto culminante – questa gioia, questo incontro di Gesù e Maria, ma immaginiamo come è stato… Questo incontro è il punto culminante del cammino della fede di Maria e di tutta la Chiesa».

 

Ps. Nella stessa giornata, papa Francesco ha inviato un messaggio ai fedeli raccolti presso il santuario del Divino Amore, del quale riportiamo un ampio stralcio: «Questa sera mi sento unito a tutti voi nella preghiera del santo Rosario e dell’Adorazione Eucaristica sotto lo sguardo della Vergine Maria. Lo sguardo! Quanto è importante! Quante cose si possono dire con uno sguardo! Affetto, incoraggiamento, compassione, amore, ma anche rimprovero, invidia, superbia, perfino odio. Spesso lo sguardo dice più delle parole, o dice ciò che le parole non riescono o non osano dire. Chi guarda la Vergine Maria? Guarda tutti noi, ciascuno di noi. E come ci guarda? Ci guarda come Madre, con tenerezza, con misericordia, con amore. Così ha guardato il figlio Gesù, in tutti i momenti della sua vita, gioiosi, luminosi, dolorosi, gloriosi, come contempliamo nei Misteri del Santo Rosario, semplicemente con amore.

Quando siamo stanchi, scoraggiati, schiacciati dai problemi, guardiamo a Maria, sentiamo il suo sguardo che dice al nostro cuore: “Forza, figlio, ci sono io che ti sostengo!” […]. Quando sentiamo il peso delle nostre debolezze, dei nostri peccati, guardiamo a Maria, che dice al nostro cuore: “Rialzati, va’ da mio Figlio Gesù, in Lui troverai accoglienza, misericordia e nuova forza per continuare il cammino”».