22 Novembre 2013

Il Papa e quella domanda bambina di fronte alla sofferenza

Il Papa e quella domanda bambina di fronte alla sofferenza Tempo di lettura: < 1 minute

«Quando i bambini incominciano a crescere non capiscono le cose e incominciano a fare domande al papà o alla mamma: “Papà, perché? Perché? Perché?”. Gli psicologi la chiamano l’”età del perché”, l’”età dei perché”. Perché il bambino non capisce… Ma se noi stiamo attenti vedremo che il bambino non aspetta la risposta del suo papà o della sua mamma: un altro perché e un altro perché… Il bambino ha bisogno, in quell’insicurezza, che il suo papà e la sua mamma lo guardino. Ha bisogno degli occhi dei suoi genitori, ha bisogno del cuore dei suoi genitori. In questi momenti di tanta sofferenza non stancatevi di dire: “Perché?”. Come i bambini… E così attirerete gli occhi del nostro Padre sul vostro popolo; attirerete la tenerezza del Papà del cielo su di voi. Come fa il bambino quando chiede: “Perché? Perché?”. In questi momenti di dolore, questa forza sia la preghiera più utile: la preghiera del “perché?”. Ma senza chiedere spiegazione, soltanto chiedere che il nostro Padre ci guardi. Anch’io vi accompagno, con questa preghiera del “perché?”». Così il Papa ai pellegrini delle Filippine, in visita dopo i disastri causati dal tifone che, investendo il Paese, ha provocato oltre cinquemila vittime.