23 Gennaio 2014

Il Papa e l'invidia che uccide

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«La gelosia porta ad uccidere. L’invidia porta ad uccidere. E’ stata proprio questa porta, la porta dell’invidia, per la quale il diavolo è entrato nel mondo. La Bibbia dice: “Per l’invidia del diavolo è entrato il male nel mondo”. La gelosia e l’invidia aprono le porte a tutte le cose cattive. Anche divide la comunità. Una comunità cristiana, quando soffre – alcuni dei membri – di invidia, di gelosia, finisce divisa: uno contro l’altro. E’ un veleno forte questo. E’ un veleno che troviamo nella prima pagina della Bibbia con Caino». È un passaggio dell’omelia della messa celebrata presso la Casa Santa Marta dal Papa il 23 gennaio.

«La persona invidiosa, la persona gelosa è una persona amara: non sa cantare, non sa lodare, non sa cosa sia la gioia, sempre guarda che cosa ha quello ed io non ne ho». Così che l’invidia e la gelosia portano alle chiacchiere, alla maldicenza per «abbassare l’altro». E ha spiegato «Cerca sempre e vedrai che dietro una chiacchiera c’è la gelosia e c’è l’invidia. E le chiacchiere dividono la comunità, distruggono la comunità. Sono le armi del diavolo». L’invidia «uccide», ha ricordato Francesco, citando la Bibbia: «Chi odia il suo fratello è un omicida».

 

Nota a margine. Questo concetto è molto ribadito nelle prediche di Francesco, in particolare nel passaggio che riguarda le divisioni all’interno delle comunità cristiane. Mi permetto ricordare un’insistenza analoga da parte di don Giacomo Tantardini, che citava spesso le prima persecuzioni dei cristiani che nascevano, spiegava, dall’invidia dei cristiani per i propri fratelli. Non erano lezioni di storia quelle di don Giacomo, ma fotografia di quanto avveniva allora intorno a lui, contro di lui. Anche il Papa non è uno storico, così che le sue parole vibrano di dolore presente e suggeriscono, come ha concluso nella predica, intenzioni di preghiera. Anzitutto per sé (nessuno è estraneo a questa tentazione), per i fratelli nella fede e per la Chiesa.