3 Settembre 2013

Il Papa e la luce mite e umile che viene dal Signore Gesù

Il Papa e la luce mite e umile che viene dal Signore Gesù Tempo di lettura: 2 minuti

Gesù scaccia il demone nel Tempio

La luce del Signore, ha detto il Papa nella Messa del 3 settembre in Casa Santa Marta, è «una luce di sapienza e di saggezza, ma è un’altra cosa che la luce del mondo. La luce che ci offre il mondo è una luce artificiale, forse forte – più forte è quella di Gesù, eh! […] Invece, la luce di Gesù è una luce mite, è una luce tranquilla, […] è come la luce nella notte di Natale: senza pretese». Molte volte, però, al diavolo «piace imitare Gesù e si fa buono»; quindi bisogna chiedere al Signore «la saggezza del discernimento per conoscere quando è Gesù che ci dà la luce e quando è proprio il demonio, travestito da angelo di luce». La luce che viene da Gesù «dà pace», è «una luce mite, con la fortezza della mitezza […], che parla al cuore ed è anche una luce che ti offre la Croce. Se noi nella nostra luce interiore siamo uomini miti, sentiamo la voce di Gesù nel cuore e guardiamo senza paura la Croce: quella è luce di Gesù». Se, invece, si tratta di una luce che «rende orgoglioso» e porta «alla superbia, quella non è luce di Gesù: è luce del diavolo, travestito da Gesù, da angelo di luce». «Gesù non ha bisogno di un esercito per scacciare via i demoni», nè tanto meno della forza e della superbia: «“Che parola è mai questa che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?” – ha concluso il Papa citando il Vangelo -. Questa è una parola umile, mite, con tanto amore; è una parola che ci accompagna nei momenti di Croce. Chiediamo al Signore che ci dia oggi la grazia della sua Luce e ci insegni a distinguere quando la luce è di Lui e quando è una luce […] fatta dal nemico, per ingannarci».