11 Aprile 2014

Il Papa e il contagio del diavolo

Il Papa e il contagio del diavolo Tempo di lettura: 2 minuti

«Anche noi siamo tentati, anche noi siamo oggetto dell’attacco del demonio, perché lo spirito del Male non vuole la nostra santità, non vuole la testimonianza cristiana, non vuole che noi siamo discepoli di Gesù. E come fa lo spirito del Male per allontanarci dalla strada di Gesù con la sua tentazione? La tentazione del demonio ha tre caratteristiche e noi dobbiamo conoscerle per non cadere nelle trappole. Come fa il demonio per allontanarci dalla strada di Gesù? La tentazione incomincia lievemente, ma cresce: sempre cresce. Secondo, cresce e contagia un altro, si trasmette ad un altro, cerca di essere comunitaria. E alla fine, per tranquillizzare l’anima, si giustifica. Cresce, contagia e si giustifica». Così il papa nell’omelia della messa celebrata presso la Casa Santa Marta l’11 aprile, nella quale ha ricordato che la lotta contro le tentazioni del diavolo è inestirpabile dalla vita cristiana.

Come quando il demonio tenta Gesù, all’inizio sembra poca cosa, una seduzione, «sembrava un filo d’acqua, un piccolo filo d’acqua, tranquillo, diviene una marea», quando il diavolo contagia e accomuna i tanti nemici di Gesù per metterlo a morte.«Abbiamo una tentazione che cresce: cresce e contagia gli altri. Pensiamo ad una chiacchiera, per esempio: io ho un po’ di invidia per quella persona, per l’altra, e prima ho l’invidia dentro, solo, e bisogna condividerla e va da un’altra persona e dice: “Ma tu hai visto quella persona?”… e cerca di crescere e contagia un altro e un altro… Ma questo è il meccanismo delle chiacchiere e tutti noi siamo stati tentati di fare chiacchiere!».