27 Novembre 2012

Il concistoro e la necessaria umiltà della Chiesa cattolica

Il concistoro e la necessaria umiltà della Chiesa cattolica Tempo di lettura: < 1 minute

L’arcivescovo Luis Antonio Talge, creato cardinale il 24 novembre

«L’immagine più bella è quella dell’arcivescovo di Manila, Luis Antonio Tagle, personalità emergente dell’Oriente (…), uno che spiega sorridendo: «Per la Chiesa l’umiltà non è una strategia: è il modo di essere di Gesù. Non penso che abbiamo scelta diversa che essere umili», ed ora si inginocchia davanti a Benedetto XVI per ricevere la berretta cardinalizia ed è scosso dai singhiozzi mentre il Papa gli parla e lo abbraccia e gli posa le mani sulle guance ad accarezzarlo, quando si allontana cerca di asciugarsi le lacrime di commozione senza farsi troppo notare. “Attraverso questo concistoro, in modo particolare, desidero dare risalto che la Chiesa è Chiesa di tutti i popoli, e pertanto si esprime nelle varie culture dei diversi continenti”, spiega Benedetto XVI». Così Gian Guido Vecchi, sul Corriere della Sera del 25 novembre ha iniziato il suo articolo sul concistoro nel quale il Santo Padre ha creato sei nuovi porporati.

Oltre al citato Luis Antonio Tagle, sono stati creati cardinali: James Michael Harvey, prefetto della Casa Pontificia, Sua Beatitudine Béchara Boutros Raï, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano), Sua Beatitudine Baselios Cleemis Thottunkal, arcivescovo maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi (India), monsignor John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja (Nigeria), monsignor Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá (Colombia).