31 Dicembre 2013

Giorgio La Pira e la preghiera

Giorgio La Pira e la preghiera Tempo di lettura: < 1 minute

La Pira, Andreotti e Scelba al Consiglio nazionale Dc del 1962

«Nessuno capisce che la cosa più importante è pregare. Quando voi avete bisogno dell’acqua bisogna che andiate a prenderla: che cos’è la preghiera? È l’acqua (…) il campo non fiorisce se non c’è l’acqua, con la preghiera fiorisce l’anima. La preghiera è un colpo di remo. Una donnina di novantasette anni che prega è una potenza. È come l’albero. Senza radice non cresce. Come fate la semina, sotto fa la radice: così senza la preghiera [l’anima non fiorisce ndr.]. È la vita del cristianesimo. La preghiera santifica l’anima e le dà una forza divina. Ci vuole un po’ di silenzio e pregare; poi qualunque cose domandiate al Signore, Dio ve lo dà. Quello che conta è che nel vostro cuore ci sia il Signore, il quale vuole che tu gli parli». Sono considerazione dell’esponente democristiano Giorgio La Pira riportate sull’Osservatore romano del 30-31 dicembre, nel quale è riportata una delle tante iniziative dell’allora sindaco di Firenze, l’opera di San Procolo: idea fondamentale di questa opera, scrive Nino Giordano, era «riunire nella chiesa di San Procolo tutti i poveri e i più dimenticati della città di Firenze intorno all’Eucarestia domenicale».