18 Febbraio 2015

«Gesù aiutami»

«Gesù aiutami» Tempo di lettura: 2 minuti

«Oggi ho potuto leggere dell’esecuzione di quei ventuno (o ventidue) cristiani copti. Dicevano solamente: “Gesù aiutami!”. Sono stati assassinati per il solo fatto di essere cristiani. Lei, fratello, nel suo discorso ha fatto riferimento a quello che succede nella terra di Gesù. Il sangue dei nostri fratelli cristiani è una testimonianza che grida. Siano cattolici, ortodossi, copti, luterani non importa: sono cristiani! E il sangue è lo stesso. Il sangue confessa Cristo. Ricordando questi fratelli che sono morti per il solo fatto di confessare Cristo, chiedo di incoraggiarci l’un l’altro ad andare avanti con questo ecumenismo, che ci sta dando forza, l’ecumenismo del sangue. I martiri sono di tutti i cristiani». Così papa Francesco il 16 febbraio in un’udienza nella quale ha ricevuto il reverendo John P. Chalmers, moderatore della Chiesa riformata di Scozia. Parole che il Santo Padre ha pronunciato a braccio, in spagnolo, sua lingua madre, al di fuori del discorso ufficiale, ancora scosso dall’eccidio avvenuto in Libia immortalato da un film prodotto dall’Isis.

 

Nota a margine. La testimonianza dei martiri è la più alta testimonianza che Gesù dona alla Sua Chiesa e al mondo intero. Abbiamo visto tanti video delle vittime del terrorismo marchiato Isis. Film dell’orrore che hanno suscitato dolore, repulsione, giusta indignazione.

Ma questo, di video, quello che ritrae quei ventuno poveretti copti allineati in riva al mare, ha in sé una nota commovente che altri non hanno. Quelle parole bisbigliate in faccia al mare, con il suo orizzonte che apre all’infinito, quella sommessa preghiera che ha ripetuto Francesco nel suo intervento, quel «Gesù aiutami», tocca il cuore, giù, nel profondo.

I ventuno immortalati nel video diffuso poco dopo la creazione di venti cardinali a piazza San Pietro, hanno insegnato, ribadito, alla cristianità intera quel che è l’essenziale del cristianesimo. Poche parole, due in tutto, «Gesù aiutami», che bastano a una vita. E a guadagnare il Paradiso, quel Paradiso nel quale il Signore li ha accolti nel suo abbraccio amorevole e commosso.