30 Luglio 2013

Francesco, la Chiesa Ortodossa e la bellezza della liturgia

Francesco, la Chiesa Ortodossa e la bellezza della liturgia Tempo di lettura: 2 minuti

Sull’aereo che lo riportava a Roma, il Papa è stato interpellato su diversi argomenti. Sui quotidiani ha trovato molto spazio la risposta sulla questione dei gay, sulla quale Francesco ha semplicemente richiamato la massima evangelica che chiede di non giudicare il prossimo. Ma ha parlato anche di Ior e altro, come si può leggere su tutti i giornali. I quali, però, in genere non hanno riportato la frase più significativa di questo dialogo, quella relativa alla Chiesa Ortodossa: «Le Chiese ortodosse hanno conservato la liturgia che è tanto bella. Noi abbiamo perso un po’ il senso dell’adorazione. Loro adorano Dio e lo cantano, non contano il tempo. Una volta parlando dell’Europa occidentale e della sua Chiesa mi hanno detto che “ex Oriente lux”, “ex Occidente luxus”, cioè dall’Oriente la luce, dall’Occidente il consumismo e il benessere che hanno fatto tanto male. Invece gli ortodossi conservano questa bellezza di Dio al centro. Quando si legge Dostoevsky si percepisce qual è l’anima russa e orientale. Abbiamo tanto bisogno di questa aria fresca dell’Oriente, di questa luce».

Frasi molto significative, dal momento che l’unità con la Chiesa Ortodossa sembra una direttrice maestra del pontificato.

 

Molto significativo anche l’accenno su monsignor Ricca, il presule che Francesco ha nominato allo Ior, finito poi al centro di una campagna scandalistica che il Papa ha definito senza fondamento, aggiungendo: «Tante volte nella Chiesa si vanno a cercare i peccati di gioventù e poi si pubblicano. Non stiamo parlando di delitti, di reati, come gli abusi sui minori che sono tutt’altra cosa, ma di peccati. Ma se una persona laica, o prete o suora ha commesso un peccato e poi si è convertita e si è confessata, il Signore perdona, dimentica. E noi non abbiamo il diritto di non dimenticare, perché altrimenti rischiamo che il Signore non si dimentichi dei nostri peccati. Tante volte penso a San Pietro che ha commesso il peccato più grave, ha rinnegato Cristo. Eppure lo hanno fatto Papa». Sul punto avevamo scritto in passato; la presa di posizione del Papa potrebbe rappresentare una piccola svolta, dal momento che un tale sguardo sulla Chiesa la preserva da  ricatti di tipo moralistico, in genere mossi da ambiti che fanno cose ben peggiori di quelle di cui accusano gli altri.

 

Piace, infine, riportare un altro passaggio del colloquio del Papa con i giornalisti, quando ha toccato il tema dei divorziati risposati (sul quale ha rimandato al prossimo Sinodo) e ha chiosato: «Credo che questo sia il momento della misericordia».