7 Novembre 2012

Carron, Cl e l'esilio d'Israele

Carron, Cl e l'esilio d'Israele Tempo di lettura: < 1 minute

Problemi per il movimento di Comunione e Liberazione, sotto la stretta di inchieste giudiziarie e giornalistiche. Il responsabile del movimento, Julian Carron, sull’Osservatore romano del 7 novembre, ha scritto in proposito: «In questi tempi, davanti a quanto accade al nostro movimento, mi viene spesso alla mente l’esperienza del popolo d’Israele. Mi auguro che non ci debba capitare quello che è successo a esso: rifiutandosi di ascoltare i richiami dei profeti, il popolo fu portato in esilio. Solo allora, spogliato di tutto, capì dove stava la sua vera consistenza. Israele si fece umile e divenne una presenza in grado di rendere testimonianza al suo Signore, libero da qualsiasi pretesa egemonica di identificare la propria sicurezza con un possesso e con una riuscita umana. Attraverso la durezza di quella circostanza – l’esilio – Dio purificò il suo popolo e lo fece risplendere in mezzo a tutti. Ricordando che “a nulla fuorché a Gesù il cristiano è attaccato” (don Giussani), aiutiamoci a camminare dentro la memoria di Lui, obbedendo alla voce del mistero che ci chiama attraverso quel grande testimone che è Benedetto XVI».