27 Agosto 2012

Benedetto XVI, l'Assunzione al cielo della Madonna e la speranza che nasce dall'essere attesi dal Signore

Benedetto XVI, l'Assunzione al cielo della Madonna e la speranza che nasce dall'essere attesi dal Signore Tempo di lettura: 2 minuti

«Il 1° novembre 1950, il Venerabile Papa Pio XII proclamava come dogma che la Vergine Maria “terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. Questa verità di fede era conosciuta dalla Tradizione, affermata dai Padri della Chiesa, ed era soprattutto un aspetto rilevante del culto reso alla Madre di Cristo. Proprio l’elemento cultuale costituì, per così dire, la forza motrice che determinò la formulazione di questo dogma: il dogma appare un atto di lode e di esaltazione nei confronti della Vergine Santa. Questo emerge anche dal testo stesso della Costituzione apostolica, dove si afferma che il dogma è proclamato “ad onore del Figlio, a glorificazione della Madre ed a gioia di tutta la Chiesa”. Venne espresso così nella forma dogmatica ciò che era stato già celebrato nel culto e nella devozione del Popolo di Dio come la più alta e stabile glorificazione di Maria: l’atto di proclamazione dell’Assunta si presentò quasi come una liturgia della fede. E nel Vangelo che abbiamo ascoltato ora, Maria stessa pronuncia profeticamente alcune parole che orientano in questa prospettiva. Dice: “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata” (Lc 1,48). E’ una profezia per tutta la storia della Chiesa».Così il Papa nell’omelia per la messa dell’Assunzione al cielo della Vergine Maria. E, in altra parte del suo intervento: «Una cosa, una speranza è sicura: Dio ci aspetta, ci attende, non andiamo nel vuoto, siamo aspettati. Dio ci aspetta e troviamo, andando all’altro mondo, la bontà della Madre, troviamo i nostri, troviamo l’Amore eterno. Dio ci aspetta: questa è la nostra grande gioia e la grande speranza che nasce proprio da questa festa. Maria ci visita, ed è la gioia della nostra vita e la gioia è speranza». Infine, concludendo l’omelia, ha detto: «Maria è aurora e splendore della Chiesa trionfante; lei è la consolazione e la speranza per il popolo ancora in cammino, dice il Prefazio di oggi. Affidiamoci alla sua materna intercessione, affinché ci ottenga dal Signore di rafforzare la nostra fede nella vita eterna; ci aiuti a vivere bene il tempo che Dio ci offre con speranza. Una speranza cristiana, che non è soltanto nostalgia del Cielo, ma vivo e operoso desiderio di Dio qui nel mondo».