8 Novembre 2013

Putin da Francesco il 25 novembre più vicino il viaggio del Papa a Mosca

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La Santa Sede ha annunciato che Vladimir Putin si recherà in visita da papa Francesco il 25 novembre. I due parleranno sicuramente del conflitto siriano, dal momento che il Papa ha espresso in più occasioni, in particolare nella veglia di preghiera che ha fatto il giro del mondo, la sua sollecitudine per le popolazioni colpite dal conflitto, e Putin sta lavorando per una soluzione diplomatica dello stesso, ad oggi ancora lontana. Molti ricordano come al tempo del G20 tenuto a San Pietroburgo, il Papa si era rivolto al presidente russo facendo presente al padrone di casa le sue preoccupazioni per la guerra, in una lettera accorta che terminava, in maniera sorprendente, chiedendo al Presidente russo di pregare per lui. Ma l’incontro potrebbe abbracciare altri temi: sempre sul Medio Oriente è viva l’attesa per l’esito dei colloqui di pace tra Israele e Palestina, basta ricordare come Francesco abbia esortato il presidente Abu Mazen, di recente in visita presso la Santa Sede, a firmare presto la pace.

Ma a tema sono anche i rapporti tra Ortodossia e Chiesa cattolica: al momento della sua elezione, Francesco si è dichiarato vescovo di Roma, dischiudendo con questo solo cenno la possibilità di una revisione del ruolo del Pontificato, ai quali l’Ortodossia ascrive da sempre una primazia, ma non cogente come quella attribuitagli in ambito cattolico; né si può dimenticare la storica la presenza di Bartolomeo I in occasione dell’insediamento di papa Francesco sul trono di Pietro; come anche le tante aperture all’Ortodossia che hanno contraddistinto questo Pontificato, che all’Ortodossia guarda anche per la struttura collegiale conservata nei secoli, per la bellezza della liturgia, come anche per come ha approcciato il tema del celibato dei sacerdoti e dei divorziati risposati.

Così ora, dopo il il nuovo approccio nuovo alla seconda Roma, potrebbe essere la terza Roma a trovare un ulteriore riavvicinamento con la Santa Sede, al di là di un possibile viaggio del Papa a Mosca: non si tratta di mettere bandierine cattoliche in giro per il mondo, ma trovare una riconciliazione storica tra i due polmoni della cristianità, fare ulteriori passi in avanti su questa strada dopo quelli storici compiuti ai tempi di Paolo VI. In fondo basta molto poco: ad esempio che l’Ortodossia concedesse ai suoi fedeli di ricevere l’eucaristia nella messa cattolica: la riconciliazione si fa attraverso nostro Signore Gesù Cristo, il resto è importante, ma secondario.