14 Maggio 2013

Il cannibalismo degli "eroi" siriani

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«In un video postato su alcuni siti tunisini, si vede un miliziano sventrare con coltello il cadavere di un giovane che indossa una divisa militare simile a quella dell’esercito lealista siriano, strapparne il cuore e addentarlo. Sullo sfondo si intravede una città e, subito dietro il cadavere che sta in una grande buca, sembrano esserci dei calcinacci. Quando il miliziano afferra il cuore e lo innalza, mostrandolo alla telecamera prima di addentarlo, qualcuno fuori campo grida “Allah Akbar”». Così sulla Repubblica del 14 maggio, un articolo di Fabio Scuto (titolo: “Mangiate così il cuore dei soldati di Assad”). Secondo gli osservatori di Human Rights Watch, il cannibale immortalato nel video è un comandante dei cosiddetti ribelli, «Abu Sakkar, uno dei fondatori della Brigata Farouk di Homs». Il quale, nella scena, mormora: «Giuro su Dio che mangeremo i vostri cuori e i vostri fegati, voi soldati del cane (Assad)».

Nota a margine. Questo video racconta più di tante parole l’orrore della guerra siriana. E ne smaschera tante ipocrisie, prima fra tutte quella che vede i buoni ribelli contro i cattivi di Damasco. Piace ricordare che questi sono gli eroi della libertà ai quali dall’Occidente e da alcuni Paesi arabi giungono a profusione armi ed equipaggiamento. Forse anche questo video spiega perché il campo opposto ancora non è caduto: questo orrore fa paura ai siriani. Non combattono per Assad, ma perché queste bande sanguinarie siano ricacciate lontano dalle loro famiglie. Anche per questo video, si spera che le speranze accese dall’annuncio di una conferenza di pace non vadano deluse.