9 Maggio 2013

Le incognite del ritiro del Pkk

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«Il Pkk, il partito dei lavoratori del Kurdistan, inizia il ritiro, ma in Turchia si trattiene il fiato. Da ieri le prime decine di guerriglieri separatisti hanno iniziato a lasciare il suolo della Mezzaluna diretti in Nord Iraq». Questo l’incipit di un articolo della Stampa del 9 maggio di Marta Ottaviani (titolo: I ribelli curdi del Pkk iniziano il ritiro). L’operazione sarà lunga e irta di difficoltà, anche perché si teme che possano scoppiare incidenti che manderebbero a monte l’accordo raggiunto tra questi e il premier turco Erdogan.  A impensierire quest’ultimo la crescita dei consensi dei partiti sfavorevoli all’accordo e «i lavori sulla nuova Costituzione, che sono arenati e che dovrebbero essere la contropartita per il ritiro pacifico del Pkk».

La nuova Costituzione dovrebbe anche assegnare poteri assoluti al nuovo presidente della Turchia, carica alla quale spera aspira Ergodan. Ma «se il ritiro del Pkk andasse male, il capolavoro politico di Erdogan rischierebbe di diventare il suo più grande fiasco».

Inutile aggiungere che a una pacificazione fallita corrisponde l’inizio di una nuova guerra. Sarebbe altra benzina sul fuoco che divampa in Medio Oriente.