9 Maggio 2013

La stretta di Putin contro Medvedev via Surkov il burattinaio del Cremlino

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Vladimir Putin silura Vladislav Surkov, uno dei più potenti uomini politici della Russia. Uomo dall’identità indefinita: non si sa se abbia 48 o 51 anni, né è certo il suo luogo di nascita, probabilmente la Cecenia, come anche il suo nome che sarebbe il ceceno Aslambek Dadaev.

Ma si sa che ebbe a lavorare a fianco di Mikhail Khordorkovskij e Boris Berezovskij, oligarchi russi cari all’Occidente, ma accusati in patria di aver depredato le ricchezze russe al tempo delle privatizzazioni di Boris Eltsin (oltre a essere accusati di crimini vari, omicidi compresi). Negli ultimi anni aveva affiancato Dmitrj Medvedev nel tentativo, in parte riuscito, di far allontanare questi da Putin e dalla sua linea politica.

Putin non riscuote simpatia in Occidente, dal momento che il suo tentativo di far tornare la Russia protagonista della geopolitica mondiale contrasta con gli interessi di chi ha occupato il vuoto di potere lasciato dall’Urss dopo la caduta del Muro di Berlino. Così anche la messa in mora di un uomo come Surkov (o Dudaev che dir si voglia), la cui biografia appare alquanto inquietante, viene descritta come un attentato alla libertà. Tant’è.