7 Maggio 2013

Papa Francesco, la tentazione del lamento e la pazienza di Cristo

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«Quando vengono le difficoltà, anche arrivano tante tentazioni. Per esempio il lamento […] E un cristiano che continuamente si lamenta, tralascia di essere un buon cristiano». Così Papa Francesco nella Messa del 7 maggio in Casa Santa Marta. «Il silenzio nel sopportare – ha proseguito il pontefice – il silenzio nella pazienza», sull’esempio del silenzio di Gesù durante la Passione, che «non è un silenzio triste: il silenzio del sopportare la Croce non è un silenzio triste. È doloroso, tante volte molto doloroso, ma non è triste. Il cuore è in pace […] Questo cammino di sopportare ci fa approfondire la pace cristiana, ci fa forti in Gesù». «Il paziente è quello che, alla lunga, è più giovane! Pensiamo a quegli anziani e anziane nella casa del riposo, a quelli che hanno sopportato tanto nella vita: guardiamo gli occhi, occhi giovani, hanno uno spirito giovane e una rinnovata giovinezza. E a questo ci invita il Signore: a questa rinnovata giovinezza pasquale per il cammino dell’amore, della pazienza, del sopportare le tribolazioni e anche – mi permetto di dire – di sopportarci l’uno l’altro. Perché questo dobbiamo farlo anche con carità e con amore». «Chiediamo al Signore – ha concluso – la grazia di questo sopportare cristiano che ci dà la pace, di questo sopportare col cuore, di questo sopportare gioioso per diventare sempre più giovani, come il buon vino: più giovani con questa rinnovata gioventù pasquale dello spirito».