29 Aprile 2013

Papa Francesco: la Confessione, la tenerezza del Signore verso gli umili che chiedono perdono

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Giuseppe Molteni, La Confessione

«Andare nelle tenebre significa essere soddisfatto di se stesso; essere convinto di non aver necessità di salvezza. Quelle sono le tenebre! Quando uno va avanti su questa strada proprio delle tenebre, non è facile tornare indietro»; al contrario, la capacità di vergognarsi «è una virtù dell’umile». Così Papa Francesco nell’omelia tenuta durante la Messa del 29 aprile nella cappella della Casa Santa Marta. «Il Signore – ha affermato – è tenero verso quelli che lo temono, verso quelli che vanno da Lui», ed è quanto avviene nel  Sacramento della Riconciliazione. «Umiltà e mitezza – ha aggiunto – sono come la cornice di una vita cristiana […]. E Gesù ci aspetta per perdonarci. Possiamo fargli una domanda: allora andare a confessarsi non è andare a una seduta di tortura? No! È andare a lodare Dio, perché io peccatore sono stato salvato da Lui. E Lui mi aspetta per bastonarmi? No, con tenerezza per perdonarmi. E se domani faccio lo stesso? Vai un’altra volta, e vai e vai e vai… Lui sempre ci aspetta». Una fiducia, ha concluso Papa Francesco, che «ci dà respiro»: «Il Signore ci dia questa grazia, questo coraggio di andare sempre da Lui con la verità, perché la verità è luce e non con la tenebra delle mezze verità o delle bugie davanti a Dio».