17 Aprile 2013

Strage di Capaci, otto arresti, nessun mandante esterno

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La procura di Caltanissetta ha arrestato otto persone legate alla mafia. L’inchiesta, basata sulle dichiarazioni di alcuni pentiti, ha messo a fuoco, così dicono gli inquirenti, il gruppo che organizzò la strage di Capaci. Nell’ordinanza di custodia i magistrati spiegano come la strage non sia stata consumata solo per eliminare un magistrato scomodo, ma a fini terroristici. Falcone poteva essere ucciso a Roma, invece il mandato ai killer venne revocato e si optò per un’altra via, più eclatante: la strage. Una strage consumata al fine di avviare una trattativa con nuovi volti della politica italiana. Tuttavia, spiegano ancora i magistrati, l’intera l’operazione è stata organizzata in proprio dalla mafia. Nessun mandante esterno dunque. Un punto, quest’ultimo, criticato in un fondo della Stampa da Francesco La Licata, giornalista di lungo corso delle cose mafiose, il quale rimette a fuoco le tante contraddizioni e i numerosi misteri di questi anni; lacune che anche i giudici di Caltanissetta, in qualche modo, ammettono, rilevando alcuni “buchi” nell’inchiesta. La Licata ricorda vari episodi che non tornano nella ricostruzione che vede la mafia come unica protagonista della stagione stragista del 1992, in particolare «il depistaggio clamoroso sulla strage di Borsellino e le pesanti responsabilità degli uomini che indagavano. C’è una domanda che attende ancora risposta – scrive poi il cronista – “Perché si costruirono a tavolino le false dichiarazioni dei pentiti Scarantino, Candura e Andriotta?”». 

Tra gli arrestati c’è un pescatore che avrebbe ripescato in mare ordigni inesplosi della Seconda Guerra Mondiale poi utilizzati a Capaci. Un particolare che suscita certo umorismo: è credibile che la mafia vada in pescheria a cercare esplosivo? Probabilmente c’è da spiegare perché Cosa Loro abbia utilizzato un esplosivo che risale alla Seconda Guerra Mondiale; e i pentiti hanno dato la loro versione dei fatti. Ma forse bisognerebbe scavare più a fondo: il particolare non appare per nulla secondario in un Paese in cui depositi di armi risalenti alla Seconda Guerra Mondiale sono stati protagonisti di diverse inchieste giudiziarie…