12 Aprile 2013

Leggi sulle armi: Obama vince il primo round al Senato

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Nella battaglia per le leggi più restrittive sulle armi da fuoco, con 68 voti a favore e 31 contrari, Barack Obama si aggiudica il primo round a Capitol Hill. Superato quindi l’ostacolo dei 14 repubblicani che tentavano di bloccare al senato la legge per espandere i controlli sui possessori di armi da fuoco, per aumentare la pena sulla compravendita illegale e per la reintroduzione della messa al bando delle armi semiautomatiche. Risultato ottenuto grazie al compromesso tra il senatore democratico Joe Manchin e il repubblicano Pat Toomey. «Un momento importante per la nazione» ha dichiarato il vicepresidente Biden. Più prudente invece il capo della maggioranza democratica Reid: «È stato un importante voto bipartisan ma il difficile comincia adesso». Una maggioranza bipartisan, dunque, spia di una frattura interna ai repubblicani alla quale l’amministrazione Obama lavora dall’indomani della rielezione. Tuttavia la Nra, potente lobby delle armi, conta di riscattarsi quando al senato serviranno altri 60 voti per concludere il dibattito sugli emendamenti e quindi 51 voti per l’approvazione definitiva prima del passaggio alla Camera, dominata dai repubblicani. Facendo leva sul timore che tale legge porti a un elenco dei proprietari d’armi (ipotesi considerata in aperta violazione del diritto costituzionale di portare armi sancito dal Secondo Emendamento), la Nra spera di strappare consensi in seno al partito di Obama, soprattutto fra i senatori eletti nel Sud, dove è più radicato il sostegno alle armi, in vista delle elezioni del 2014 per il rinnovo del Congresso.