2 Aprile 2013

Ritorno alla confessione

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«Vivo a Milano in una parrocchia della periferia e nel pomeriggio sono – come sempre – sceso in chiesa, verso le cinque – noi abbiamo la Messa alle 18: quindi, alle 17 ero in chiesa. Solitamente, qualcuno arriva per confessarsi … Ebbene, io domenica ho confessato due ore di fila. E la cosa che mi ha colpito è che tutti, tutti mi hanno detto: “Sono dieci anni che non mi confesso”, “Sono cinque anni che non mi confesso”, “Ho sentito il Papa e ho sentito la necessità di venire a confessarmi”. Ecco, questo io credo che sia un segno bellissimo: un uomo che parla dell’amore di Dio, che comunica la sua esperienza della misericordia, la sua grande passione per Dio e suscita immediatamente negli altri il desiderio di vivere questa stessa esperienza». Così don Matteo Crimella, docente di Esegesi del Nuovo Testamento alla Pontificia facoltà teologica Italia settentrionale e alla Pontificia università urbaniana, in un’intervista rilasciata il 1 aprile alla Radio Vaticana. Sembrano avverarsi le parole che papa Francesco ha rivolto ad alcuni sacerdoti romani durante un pranzo: «Ha invitato a spalancare le porte della chiesa – riferisce uno di loro sull’Avvenire del 30 marzo – Poi ci ha ricordato di lasciare una luce accesa sul confessionale. “Vedrete che si farà la fila”».