26 Marzo 2013

Notes, 26 marzo 2013

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Ave crux spes unica. A cena con un un amico dell’Università (quegli amici che vedi di rado e che sembra di aver lasciato il giorno prima). Parlo del sito, tra le altre cose, e di un’idea per la settimana santa: dare ai visitatori la possibilità di ascoltare l’Agnus Dei di Mozart. Così lui si offre di fare un piccolo video (anche questo appartiene al suo lavoro, almeno finché l’aveva). Accetto volentieri, anche perché l’offerta viene da persona che non frequenta molto le chiese.

È venuto a casa e l’ha montato, componendo musica e immagini. È la prima volta che non devo armeggiare a far collimare i tempi delle immagini con quelli della musica, dice a un tratto alzando la testa dal computer. E infatti è venuto un po’ da sè, per  felice combinazione. Almeno stando a quanto ho visto nel mio amico che, riguardando il risultato finale, si è commosso. Non so se farà lo stesso effetto ad altri: a me basta questo.

Dura qualche minuto, l’Agnus Dei. Qualche minuto di gemito e di preghiera a Gesù, che da quella Croce abbraccia tutti noi, poveri peccatori. Ché basta guardarlo con quelle braccia stese per piangere i nostri delitti e ringraziare.

Ho aggiunto alcune brevi frasi in calce. Più che un’aggiunta, spunti di preghiera; per me, anzitutto, spero per altri.

Lo consegno al sito (Impressioni), come si fa per una cosa cara. Ché cara al cuore mi è stata la commozione del mio amico. Lui, che non frequenta chiese ed è più vicino di me al Regno dei Cieli.

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