20 Marzo 2013

Il Pd sceglie Speranza ma 84 dicono no col voto segreto

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Il nuovo capogruppo dei Pd alla Camera è un ragazzo di cognome Speranza, e Roberto è il suo nome. La notizia è che la designazione è avvenuta nell’Auletta dei gruppi parlamentari chiusa da  tempo, quella in cui Aldo Moro tenne il suo ultimo discorso nel tentativo di convincere gli uomini della Dc della necessità del compromesso storico. Ne riportiamo non tanto per afflato simbolico, quanto per ritornare con la memoria, e con la speranza, a una stagione in cui grandi personalità, diverse per orientamenti, riuscirono a immaginare convergenze per un’Italia diversa e migliore. Stimolo e speranza per l’oggi, nonostante un mondo diverso.

Altra notizia è che nelle votazioni che hanno portato a designare il nuovo capogruppo (voto segreto chiesto da Luigi Bobba, già segretario delle Acli, nonostante il segretario volesse un’accoglienza unanime e palese della sua proposta) 84 deputati hanno annullato la scheda. Un dissidio interno che peserà al momento di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, che si vota nel segreto.

Intanto sul fronte del governo qualcosa si muove nel movimento Cinque stelle. Alcuni di loro iniziano a immaginare altro da una mera opposizione vigilante. Si inizia a ipotizzare un movimento più dialogante e soprattutto possibilista, con tutte le cautele del caso, all’ipotesi di un appoggio esterno a un governo sostenuto da partiti, ma affidato alla guida di una personalità esterna. Comunque è ancora presto: oggi iniziano le consultazioni al Quirinale.