18 Marzo 2013

Il Patriarca di Costantinopoli a Roma per l'insediamento di papa Francesco

Tempo di lettura: < 1 minute

«Ripensare il ministero di Pietro secondo le forme del primo millennio cristiano. Questo arduo traguardo ecumenico esplicitato da Giovanni Paolo II nel 1996, Papa Francesco lo ha tagliato la sera stessa della sua elezione, col passo di chi sa talmente bene cosa fa da non sentire il bisogno di spiegarlo. Senza citarli ha fatto rivivere la grande tradizione di Ignazio d’Antiochia, Cipriano di Cartagine, Gregorio Magno, il Vaticano II. E tutti, davanti al capo chino del vescovo che chiede di essere ricevuto dalla sua Chiesa (quanti vescovi sono entrati così in diocesi?), hanno capito quel che non sapevano». Così Alberto Melloni sul Corriere della Sera del 17 marzo.

Quell’inizio di Pontificato, spiega Melloni, ha fatto un primo miracolo: «Perché con un gesto profetico senza precedenti in venti secoli di storia, il successore di Andrea, il patriarca ecumenico Bartolomeo I, ha deciso di venire a Roma per la messa del 19 marzo. Tutti i Papi da Paolo VI in qua hanno visitato e ricevuto l’arcivescovo di Costantinopoli. Ma mai il vescovo di Roma si era presentato alle Chiese con tanto rigore da indurre il patriarca a venire a salutarlo subito, all’inizio del suo ministero. In piazza San Pietro quando Pietro e Andrea si abbracceranno, vedremo l’inizio di un inizio».