18 Marzo 2013

Lacrime di gioia a Plaza de Mayo "Accanto a noi adesso c'è il Papa"

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È un reportage bello, quello che firma Paolo Mastrolilli da Buenos Aires. Che ha seguito la folla di fedeli che si è riversata in Plaza de Mayo, famosa in tutto il mondo come simbolo della resistenza alla dittatura. Una moltitudine commossa, per lo più di povera gente, quella che segue la messa celebrata dal nunzio apostolico Emil Paul Tscherring in cattedrale, nella quale si riverbera la gratitudine del popolo per l’elezione del primo papa sudamericano. Una folla che partecipa alla liturgia con trepidazione e si mette in ginocchio all’elevazione con quella fede semplice e diretta che la contraddistingue.

Conclude l’articolo di Mastrolilli: «È un caso, ma proprio nel giorno del primo Angelus di Francesco, Cambio 16 pubblica un’intervista a Jorge Rafael Videla, in cui l’ex dittatore invita i militari ad armarsi contro la presidenta Cristina (Kirchner), che sta facendo una “rivoluzione gramsciana” in Argentina. E intanto Cristina parte per Roma, dove ha appuntamento col papa che suo marito Nestor aveva definito “il diavolo in tonaca”, per la sua determinazione a difendere i valori cattolici. Ecco, forse, l’origine delle critiche di questi giorni a Francesco. Ecco perché i fedeli piangono in cattedrale, convinti che adesso tutti i perseguitati del mondo come loro saranno meno soli».