6 Marzo 2013

Tempo di preghiera

Tempo di lettura: 2 minuti

«Non abbonda la preghiera in questo nostro tempo (…). L’ambiente intorno a noi non esprime preghiera. Non più, almeno. Chi è stato ragazzo in anni lontani ricorda le orazioni collettive, vere liturgie di popolo, soprattutto nelle campagne, con il rosario della sera recitato da vecchi e adulti, guidato da donne che nemmeno immaginavano che si potesse non rivolgersi a Dio. Guidato dalle donne, ma non contrastato dagli uomini, mai, e nemmeno dai giovani, che spesso si univano. La preghiera di gruppo indotta da modi di vivere e di essere». Così Giorgio De Simone sull’Avvenire del 6 marzo che constata come quel tempo sia andato. Conclude De Simone: «Adesso siamo in Quaresima e la sede papale è vuota. D’improvviso si è acceso un tempo nuovo, che aspetta preghiere. C’è da pregare attendendo Cristo risorto, e per il suo nuovo vicario in terra. Benedetto XVI certo lo sta facendo. Fino a ieri la sua preghiera saliva dai grandi spazi, da San Pietro, e tanta forza si sarà sprigionata dall’orare collettivo guidato dal Pontefice. Ma il Signore dice anche: “Quando preghi entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà” (Mt 6,6). Ora nel segreto ha scelto di pregare Benedetto XVI. Appena giunto a Castel Gandolfo, da pellegrino affaticato, ma indomito: “Andiamo avanti insieme”. E voleva certo dire “insieme nella preghiera”. Preghiera per il Pontefice che è stato e per il Papa che sarà. Preghiera per il difficile momento collettivo. Per la terra senza pace, per la Chiesa, per tutti noi peccatori».