20 Febbraio 2013

La Chiesa non ha che un compito: confermarsi e confermarci nella fede

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In un lungo articolo, pubblicato sul Corriere della Sera del 17 febbraio, Messori si interroga sul cristianesimo e sul prossimo papa. E conclude con una riflessione del cardinale Hans Urs von Balthasar: «”Tout d’abord, il faut remettre le christianisme debout”, innanzitutto bisogna rimettere il cristianesimo in piedi. Occorre, cioè, rimetterlo dritto sulla base in roccia della fede: una fede salda, come fonte originaria e primaria, da cui tutto derivi. Continuando, in questo modo, il lavoro di colui che ora lascia il pontificato. In effetti, l’eredità più significativa che Benedetto XVI ci lascia è quell’Anno della fede, per il quale ci ha dato anche il testo di riferimento: quei tre libretti, apparentemente divulgativi, in realtà calibrati parola per parola, frutto di una vita intera di riflessione, che ci mostrano come Gesù sia il protagonista di una storia vera, non di un oscuro mito giudaico-ellenistico. Da docente prima e poi da vescovo, poi da Prefetto della Dottrina della Fede, infine da Papa, Joseph Ratzinger ha voluto sempre e solo darci testimonianza che prendere sul serio i Vangeli, scommettere sulla loro verità la nostra vita e la nostra morte è ancora possibile, non è ingenuità o carenza di informazione (…). Ha scritto nel testo di indizione per l’Anno della Fede: “Capita ormai che i cristiani si diano preoccupazione quasi esclusiva per le conseguenze sociali, culturali e politiche della fede, pensando ad essa come a un presupposto ovvio. Ma simile presupposto di una fede salda è, purtroppo, sempre più spesso illusorio”.
Ecco – pur convinti che la scelta della Sistina sarà comunque la migliore, se i venerandi elettori si riterranno solo gli strumenti di Qualcuno che li sovrasta – ecco, il nostro auspicio è per un Papa consapevole che la Chiesa non ha che un problema: confermarsi e confermarci nella fede, tornare a recitare il Credo con convinzione, rafforzare (anche con la riscoperta di un’apologetica adeguata) le ragioni per credere. Il resto seguirà da sé e tanti nodi si scioglieranno. La sola vera, preoccupante crisi ecclesiale è consistita, in questi decenni, nell’affievolirsi della certezza nella Speranza che il Vangelo ci annuncia».

Nota a Margine. Interessante davvero l’articolo di Messori. Certo la fede, l’inizio, come anche il perseverare e il ritornare alla fede, è opera di un Altro. Grazia di un Altro. Ma la Chiesa è nata per questo: per comunicare e  rendere facile agli uomini questo inizio, questa perseveranza e questo ritorno, anzitutto con i sacramenti e la liturgia. Il resto, dice bene Messori, seguirà da sè.