6 Febbraio 2013

Pietro, la fragile roccia sulla quale la misericordia di Gesù ha edificato la Sua Chiesa

Tempo di lettura: 2 minuti

Guido Reni, il pianto di Pietro

Sul Corriere della Sera del 6 febbraio, Enzo Bianchi scrive sulla figura di Pietro, la “roccia” sulla quale Gesù ha edificato la Sua Chiesa. Questa roccia, in realtà è ben fragile, come si legge nei Vangeli. Questa la riflessione di Bianchi: «Nella scena di Gesù che, in mezzo alle guardie che lo hanno arrestato, si volta a guardare Pietro che lo ha appena rinnegato per la terza volta e che, di fronte a quello sguardo e al canto del gallo, scoppia in lacrime, abbiamo più esplicita l’immagine della grandezza e dell’umanità di quel povero pescatore di Galilea. Già in altri episodi evangelici, a ogni promessa fatta da Gesù a Pietro corrisponde un’infedeltà o un’inadeguatezza del discepolo – in un’occasione Gesù arriva perfino a chiamarlo “Satana” – ma ad esse fa seguito il pentimento e la riconferma della fiducia da parte di Gesù. Potremmo dire che la saldezza di Pietro non gli viene da doti umane ma dalla misericordia che il Signore gli manifesta e dalla capacità di riconoscere la propria condizione di peccatore e di accogliere il perdono di Gesù (…). Solo grazie alla misericordia rinnovata del Signore, Pietro può usare misericordia verso le pecore affidategli dal Pastore dei pastori, solo attraverso questo ministero di misericordia e di perdono potrà mostrarsi discepolo fedele di Gesù che in croce ha perdonato i suoi persecutori, potrà continuare a essere “roccia” che sostiene i deboli e contiene i forti».