28 Gennaio 2013

Il Papa, la Rota Romana e la questione dei divorziati risposati

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Duccio di Buoninsegna, le nozze di Cana

«Quello di Benedetto XVI è poco più che un accenno però è importante, nell’annosa vicenda dei divorziati, risposati nella Chiesa, perché apre uno spiraglio riprendendo il filo di un ragionamento che il Papa aveva abbozzato all’inizio del suo pontificato e mai più ripreso, fino a ieri. Quando, parlando a giudici e avvocati della Rota Romana (…) ha chiesto loro, “soprattutto nel contesto attuale”, di “promuovere ulteriori riflessioni” sulla possibilità di annullare il matrimonio per mancanza o “carenza” di fede dei coniugi». Questo l’incipit di un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 27 gennaio a firma di Gian Guido Vecchi. 

Nell’articolo si rammenta anche la risposta del Papa ad una domanda sulla medesima questione, posta in un incontro con i sacerdoti della Val d’Aosta all’inizio del pontificato. Così il pontefice: «Nessuno di noi ha una ricetta fatta, anche perché le situazioni sono sempre diverse (…); direi particolarmente dolorosa è la situazione di quanti erano sposati in chiesa, ma non erano veramente credenti, e lo hanno fatto per tradizione, e poi trovandosi in un nuovo matrimonio non valido si convertono, trovano la fede e si sentono esclusi dal sacramento».